Il 10 febbraio il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza due emendamenti sul progetto di euro digitale della Banca Centrale Europea, a prima firma dell’eurodeputato italiano Pasquale Tridico (M5S). Gli emendamenti definiscono lo strumento “essenziale” per la sovranità europea nei pagamenti, garantendo parità di accesso a tutti i cittadini. La Bce prevede di avviare la fase pilota nel 2027, con l’obiettivo di lanciare l’euro digitale entro il 2029.

Il wallet digitale non sostituirà banconote e carte esistenti, ma permetterà ai cittadini europei di avere un portafoglio elettronico per pagamenti tramite smartphone o carta, senza passare dalle banche. I pagamenti saranno possibili sia avvicinando il telefono sia usando la carta, analogamente a servizi come Apple Pay o Satispay.

Per contenere i rischi sui depositi, la Bce ha ipotizzato una soglia massima di 3mila euro sul wallet: importi superiori verranno prelevati automaticamente dal conto corrente. Il sistema promette costi inferiori rispetto alle carte tradizionali, con vantaggi anche per i commercianti grazie a commissioni ridotte.

Le transazioni potranno avvenire online o offline. Nel primo caso i dati saranno visibili alle banche ma non alla Bce; nel secondo, il trasferimento tra telefoni sarà anonimo, garantendo privacy simile al contante. Lo strumento sarà gratuito e accessibile a tutti, con particolare attenzione a cittadini meno digitalizzati o privi di conto bancario.

Dal punto di vista geopolitico, l’euro digitale vuole ridurre la dipendenza dai colossi americani delle transazioni, Visa e Mastercard, che controllano i due terzi del mercato nell’Eurozona. Tredici Stati membri su ventisette non dispongono ancora di un’alternativa nazionale.

Il voto all’Eurocamera segue un dibattito intenso con stakeholder, accademici e iniziative europee come Wero, sistema di pagamento digitale alternativo già diffuso in Belgio, Francia e Germania. Secondo Piero Cipollone della Bce, l’obiettivo è ridurre la dipendenza da sistemi esterni e rafforzare la sovranità europea nei pagamenti digitali.

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