Il futuro dello stabilimento Euroapi di Brindisi arriva in Parlamento. Il deputato salentino del Partito Democratico Claudio Stefanazzi ha presentato un’interrogazione al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso per chiedere chiarimenti sulle prospettive industriali del sito e sulle eventuali operazioni di vendita che potrebbero riguardarlo.
La vicenda riguarda uno dei principali poli della produzione farmaceutica del Mezzogiorno. Lo stabilimento, oggi parte del gruppo Euroapi, rappresenta infatti un presidio industriale strategico non solo per il territorio brindisino ma per l’intera filiera nazionale dei principi attivi farmaceutici (API).
Stefanazzi: “Serve fare piena luce”
Nel presentare l’interrogazione parlamentare, Stefanazzi ha sottolineato la necessità di ottenere informazioni chiare sulla situazione dello stabilimento.
“Sul futuro dello stabilimento Euroapi di Brindisi incombe il timore del ripetersi di un film già visto. Ho presentato un’interrogazione al Governo per fare chiarezza e per sapere quali siano le reali prospettive industriali del sito e quali garanzie si intendano dare rispetto alle procedure di vendita di cui si discute in queste settimane”, ha dichiarato il deputato.
Secondo Stefanazzi, la vicenda non riguarda solo un’azienda ma l’equilibrio industriale di un intero territorio. Lo stabilimento, nato come sito produttivo della multinazionale Sanofi, negli anni è diventato un punto di riferimento per la produzione di principi attivi utilizzati nell’industria farmaceutica.
Come si legge nell’interrogazione parlamentare, il sito rappresenta “un presidio industriale strategico per il territorio pugliese e per l’intera filiera nazionale della produzione di principi attivi farmaceutici”.
Il nodo della possibile vendita
Le preoccupazioni sono nate nelle ultime settimane dopo la prospettiva di una possibile cessione dello stabilimento, ipotesi che rientrerebbe in una più ampia operazione societaria che coinvolge il gruppo Euroapi.
Secondo quanto riportato nell’interrogazione parlamentare, il 10 marzo 2026 si è svolto un confronto istituzionale promosso dalla Regione Puglia nell’ambito della task force regionale per l’occupazione. Durante l’incontro sarebbero stati illustrati gli esiti di una due diligence funzionale alla possibile vendita del sito produttivo.
Un passaggio che ha immediatamente acceso l’attenzione delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni locali, preoccupate per le possibili ricadute sul piano occupazionale.
I timori per i lavoratori
Uno dei punti centrali dell’interrogazione riguarda la tutela dei lavoratori. I sindacati hanno espresso forte preoccupazione per le conseguenze che eventuali processi di riorganizzazione societaria potrebbero avere sui livelli occupazionali.
Particolarmente delicata appare la situazione di numerosi dipendenti impiegati nello stabilimento con contratti di somministrazione o in regime di staff leasing. Questi lavoratori, spesso presenti da anni nel sito produttivo, potrebbero essere tra i primi a subire le conseguenze di eventuali ridimensionamenti industriali.
“Parliamo di un presidio produttivo importante per il territorio e per l’intero comparto farmaceutico”, ha sottolineato Stefanazzi. “Non possiamo accettare che l’ennesima riorganizzazione societaria si traduca in un nuovo dramma occupazionale”.
La richiesta al Governo
L’interrogazione parlamentare chiede al ministro Urso di chiarire diversi punti cruciali:
- se il Governo sia a conoscenza della situazione dello stabilimento Euroapi di Brindisi;
- quali informazioni siano state acquisite sulla procedura di vendita del sito;
- se sia prevista l’apertura di un tavolo nazionale di confronto con azienda, istituzioni e organizzazioni sindacali;
- quali iniziative si intendano adottare per garantire la tutela dei lavoratori e la continuità produttiva.
Secondo Stefanazzi, la vicenda richiede un monitoraggio costante da parte del Governo. “Il Governo deve seguire con la massima attenzione questa vicenda e mettere in campo ogni iniziativa utile affinché siano garantiti tutti i lavoratori coinvolti e la continuità produttiva del sito”.
Il valore strategico della produzione di principi attivi
La questione assume una dimensione ancora più rilevante se si considera il ruolo strategico della produzione di principi attivi farmaceutici. Negli ultimi anni l’Unione Europea ha avviato diverse iniziative per rafforzare l’autonomia industriale del continente nel settore farmaceutico, dopo le difficoltà emerse durante la pandemia nella catena globale di approvvigionamento dei farmaci.
Gli stabilimenti dedicati alla produzione di API rappresentano quindi un asset industriale di grande valore. La possibilità che uno di questi siti possa essere oggetto di operazioni puramente finanziarie è una delle principali preoccupazioni espresse nell’interrogazione parlamentare. Secondo il deputato del PD, è fondamentale che eventuali operazioni societarie siano accompagnate da un piano industriale credibile e di lungo periodo, capace di garantire investimenti, continuità produttiva e salvaguardia dei posti di lavoro.
Il rischio di una nuova crisi industriale nel Mezzogiorno
La vicenda Euroapi si inserisce in un contesto più ampio che riguarda il futuro dell’industria nel Mezzogiorno. Negli ultimi decenni diversi stabilimenti industriali del Sud hanno attraversato fasi di ridimensionamento o dismissione, con pesanti ricadute sociali e occupazionali.
“Il Mezzogiorno non può permettersi l’ennesima dismissione industriale, né sopportare tutte le ricadute sociali che ne conseguono”, ha concluso Stefanazzi.
Le prossime settimane saranno decisive per capire quali sviluppi prenderà la vicenda dello stabilimento Euroapi di Brindisi. Molto dipenderà dalle risposte del Governo e dalle scelte industriali che verranno adottate per il futuro del sito produttivo.

