Gli Stati Uniti rivedono in modo significativo i dazi antidumping applicati ad alcuni marchi di pasta italiani. Il Dipartimento del Commercio americano ha infatti diffuso nuove valutazioni, anticipate rispetto alla conclusione dell’indagine prevista per l’11 marzo, che rideterminano al ribasso le aliquote fissate in via provvisoria lo scorso 4 settembre.

Secondo l’analisi post-preliminare, i dazi scendono dal 91,74% inizialmente previsto al 2,26% per La Molisana, al 13,98% per Garofalo e al 9,09% per gli altri undici produttori italiani non campionati. Lo rende noto il ministero degli Esteri, sottolineando come la revisione rappresenti un segnale positivo da parte delle autorità statunitensi.

La Farnesina interpreta la decisione come un riconoscimento della collaborazione fornita dalle aziende italiane nel corso dell’indagine e dell’efficacia del sostegno garantito dal Governo fin dalle prime fasi del procedimento. Il ministero assicura che l’azione di supporto proseguirà anche in vista delle decisioni definitive.

Nel frattempo, sul fronte commerciale, l’amministrazione statunitense ha deciso di posticipare di un anno l’aumento dei dazi su mobili imbottiti, da cucina e da bagno. Il presidente Donald Trump ha firmato il provvedimento a ridosso della fine del 2025, rinviando l’entrata in vigore dei nuovi rincari al 2027. I dazi, già introdotti a settembre con un’aliquota del 25%, avrebbero dovuto aumentare progressivamente fino al 50% e al 30% entro il 2026.

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