Dopo otto anni al vertice del calcio italiano, Gabriele Gravina lascia la presidenza della FIGC. Le dimissioni sono arrivate oggi, 2 aprile, a seguito di un confronto decisivo con le componenti del Consiglio Federale, sollecitato dallo stesso numero uno dopo la traumatica eliminazione della Nazionale dai playoff per la Coppa del Mondo.

Nonostante fosse stato rieletto appena un anno fa con un consenso quasi plebiscitario (oltre il 98% dei voti), la mancata partecipazione dell’Italia al Mondiale della prossima estate ha reso inevitabile il passo indietro.

Con le dimissioni di Gravina si apre ufficialmente la fase di prorogatio per l’ordinaria amministrazione. Il percorso verso la nuova presidenza è già tracciato:

  • 13 maggio 2026: Termine ultimo per la presentazione delle candidature (40 giorni prima del voto).
  • 22 giugno 2026: Assemblea elettiva per la nomina del nuovo presidente della Federcalcio.

I papabili successori

I primi nomi per il “dopo-Gravina” circolano già con insistenza negli ambienti sportivi:

  • Giancarlo Abete: Attuale presidente della LND, ha già guidato la FIGC dal 2007 al 2014.
  • Giovanni Malagò: Ex presidente del CONI e della Fondazione Milano-Cortina.

Il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, era intervenuto nelle ore precedenti auspicando una presa di responsabilità collettiva. Abodi ha suggerito l’opportunità di un “periodo di decantazione commissariale” decretato dal CONI per accorciare la catena di controllo e trovare soluzioni strutturali, come la possibile riduzione del numero di squadre nei campionati.

“Il Consiglio federale deve fare un esame di coscienza — ha dichiarato Abodi — perché se ci riferiamo al presidente, non possiamo non pensare che ha preso il 98% dei consensi. L’assunzione di responsabilità è comune”.

All’incontro odierno che ha sancito la fine dell’era Gravina hanno partecipato i vertici di tutte le leghe (Serie A, B, Pro, LND) e delle associazioni calciatori (AIC) e allenatori (AIAC). Il calcio italiano si interroga ora su come ripartire dopo l’ennesimo fallimento sportivo della Nazionale maggiore.

Successivamente anche il Capo Delegazione Gigi Buffon ha rassegnato le proprie dimissioni.

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