Il via libera dell’Aifa alla citisina, principio attivo estratto dal maggiociondolo. Agisce sui recettori della nicotina e attenua l’astinenza. Disponibile nei centri antifumo per i 12,5 milioni di fumatori italiani.

ROMA, 30 marzo 2026 – La lotta al tabagismo in Italia segna un traguardo storico. Per la prima volta, il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha riconosciuto la rimborsabilità a un farmaco per la cessazione dal fumo. Si tratta della citisina, un principio attivo di origine naturale estratto dal Cytisus laburnum, meglio noto come maggiociondolo, una pianta della famiglia delle Leguminose caratterizzata da scenografici fiori gialli.

La notizia, ufficializzata con l’inserimento in Gazzetta Ufficiale, è stata al centro del convegno nazionale dei medici dei 110 centri antifumo italiani tenutosi a Roma. Già inserita dall’OMS tra le “molecole essenziali”, la citisina rappresenta ora un’arma accessibile per contrastare una dipendenza responsabile di oltre 90.000 morti ogni anno solo in Italia.

La citisina agisce con un meccanismo biomimetico estremamente efficace:

  • Sostituzione: Si lega agli stessi recettori cerebrali attivati dalla nicotina.
  • Sollievo: Attenua i sintomi tipici dell’astinenza (ansia, irritabilità, insonnia e disforia).
  • Blocco: Occupando i recettori, riduce il piacere derivante da un’eventuale sigaretta fumata durante il trattamento.

Il protocollo prevede una somministrazione per via orale della durata di 25 giorni, con una posologia a scalare. Secondo gli esperti della Sipad (Società Italiana Patologie da Dipendenza), la cessazione completa del fumo dovrebbe avvenire idealmente entro il quinto giorno di terapia.

Nonostante l’efficacia del farmaco, gli specialisti sottolineano che non si tratta di una “pillola magica” da assumere in autonomia. Per garantire il successo della terapia – che per oltre il 50% dei pazienti potrebbe richiedere un secondo ciclo – è fondamentale il supporto dei centri specializzati o dei medici di medicina generale.

«È un’opzione terapeutica di prima linea», ha sottolineato Fabio Beatrice, direttore scientifico del Mohre. «Il suo impiego deve essere trasversale, coinvolgendo pneumologi, oncologi e cardiologi, data la vastità dei danni provocati dal tabacco».

Oltre al drammatico costo in vite umane, il fumo rappresenta un fardello economico insostenibile per lo Stato: i costi sanitari diretti e indiretti superano i 26 miliardi di euro l’anno. La rimborsabilità della citisina si configura quindi non solo come un atto di tutela della salute pubblica, ma come un investimento strategico per ridurre la spesa sanitaria sul lungo periodo.

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