In mostra l’anima dell’emeroteca: dai magazzini del Forte Belvedere alla digitalizzazione dei numeri unici post-unitari. Un percorso visivo tra carta, memoria e conservazione.
Cosa succede a un quotidiano dopo che è stato letto e “passato di mano”? Alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (BNCF), quel pezzo di carta diventa storia. È aperta al pubblico la mostra fotografica di Mauro Cenci, un reportage artistico e documentario che svela i segreti di una delle emeroteche più importanti d’Europa.
L’esposizione, visitabile fino al 4 luglio, segue il flusso continuo delle testate che, per legge sul deposito legale, giungono quotidianamente nell’istituto fiorentino. Le immagini di Cenci raccontano la trasformazione del “caos” editoriale in ordine archivistico: dall’arrivo dei fascicoli alla loro catalogazione, fino alla collocazione negli scaffali protetti.
Un patrimonio tra rarità e sfide digitali
L’emeroteca della BNCF non è solo un archivio di massa, ma uno scrigno di esemplari unici e rarità assolute nate con l’Unità d’Italia. La mostra mette in luce diverse realtà:
- I Luoghi: Dalla sede storica di piazza Cavalleggeri ai magazzini “vertiginosi” del Forte Belvedere, fino agli spazi luminosi di Sant’Ambrogio.
- La Conservazione: Il delicato lavoro di ricondizionamento dei giornali danneggiati dall’alluvione del ’66 o deteriorati dal tempo, sfogliati uno ad uno per essere pronti alla digitalizzazione.
- Il Presente: Nonostante l’era digitale, l’Italia continua a produrre circa 100 titoli quotidiani all’anno, alimentando una collezione che non smette mai di crescere.
Il lavoro di Mauro Cenci restituisce dignità ai gesti silenziosi degli archivisti e alla fisicità della carta, sottolineando come l’emeroteca sia un organismo vivo che respira tra passato cartaceo e futuro digitale.

