Dall’11 aprile al 20 maggio 2026, venti opere ripercorrono l’universo segnico dell’artista siciliana. Un viaggio tra luce, colore e il rivoluzionario Sicofoil, a cura di Giuseppe Benvenuto.

Foggia si trasforma in una delle capitali dell’arte d’avanguardia ospitando una retrospettiva dedicata a una delle figure più influenti del Novecento italiano. Sabato 11 aprile 2026, alle ore 18:30, nella galleria “Contemporanea” in viale Michelangelo 65, si terrà l’inaugurazione della mostra dedicata a Carla Accardi.

L’esposizione, curata da Giuseppe Benvenuto, rimarrà aperta al pubblico fino al 20 maggio, offrendo un’occasione rara per ammirare da vicino l’evoluzione di un’artista che ha saputo scardinare le regole della pittura tradizionale per approdare a un linguaggio universale fatto di segni e trasparenze.

Il percorso espositivo si compone di circa 20 opere selezionate che attraversano diverse fasi della produzione della Accardi. Dai lavori realizzati con la caseina ai disegni più intimi, fino agli emblematici lavori in Sicofoil (un acetato di cellulosa trasparente).

Queste opere tridimensionali rappresentano il cuore della sua ricerca sulla luminosità: superfici che non si limitano a occupare lo spazio, ma lo assorbono e lo riflettono, instaurando un dialogo continuo con l’ambiente circostante e con chi le osserva. “L’arte può e deve essere come la musica, che ha in se stessa delle doti e ti trasmette della spiritualità”, amava ripetere l’artista, e questa selezione foggiana punta proprio a restituire quella vibrazione quasi musicale del colore.

Oltre all’immenso valore estetico, la mostra ricorda il ruolo sociale e politico di Carla Accardi. Unica donna fondatrice del gruppo Forma 1 nel 1947, l’artista è stata una protagonista indiscussa della rivolta femminile degli anni ’70, portando le istanze del femminismo nell’arte attraverso l’autodeterminazione del proprio segno. La sua ricerca non è mai stata una fuga dalla realtà, ma una sfida per ridisegnarla secondo nuove coordinate di libertà e astrazione, lontane dai condizionamenti figurativi del passato.

L’appuntamento presso la Galleria Contemporanea rappresenta dunque uno spaccato fondamentale per comprendere come la linea e il colore possano diventare strumenti di indagine spirituale e sociale. Per i visitatori foggiani e i cultori dell’arte contemporanea, l’esposizione è un invito a perdersi nel labirinto luminoso di un’artista che ha trasformato la trasparenza in una forma di resistenza culturale, rendendo l’invisibile parte integrante dell’opera d’arte.

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