Sabato 11 aprile il medico-scrittore ed ex sindaco di Trani svela il suo nuovo romanzo. Un viaggio tra archeologia e necrofobia che attraversa tre epoche per interrogare le paure del presente.

Trani si prepara a un viaggio letterario sospeso tra il rigore della storia e il brivido dell’ignoto. Sabato 11 aprile 2026, alle ore 18:00, Palazzo delle Arti Beltrani ospiterà la presentazione de “Il mistero di Capo Colonna” (Adda Editore), l’ultima opera di Giuseppe Tarantini.

L’incontro, moderato dal giornalista Antonio Procacci, permetterà al pubblico di addentrarsi nelle pieghe di un racconto che intreccia archeologia, antropologia e inquietudini collettive.

L’opera di Tarantini si muove su una linea temporale tripla, partendo dalle radici arcaiche del IX secolo a.C., fatte di rituali apotropaici necessari a scacciare il male, per poi attraversare il Settecento illuminista e approdare ai giorni nostri.

Al centro della narrazione c’è la necrofobia: il terrore del ritorno dei morti che ha spinto le civiltà antiche a pratiche di sepoltura singolari, oggi riportate alla luce dalla ricerca archeologica. Il romanzo riflette su come l’umanità abbia sempre avuto bisogno di costruire la figura del “mostro” per dare un volto a ciò che non riesce a comprendere, trasformando l’ignoto in una colpa da espiare.

L’autore, nato a Trani nel 1960, è una figura di spicco della comunità non solo per la sua carriera letteraria ma per il suo profondo impegno scientifico e civile. Ematologo, Giuseppe Tarantini è attualmente direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ematologia dell’Ospedale di Barletta e coordinatore della Rete Ematologica Pugliese.

Alla vocazione medica ha affiancato per anni quella politica, guidando la città di Trani come sindaco per due mandati consecutivi dal 2003 al 2012. Questa doppia anima, di scienziato e uomo delle istituzioni, emerge nella sua scrittura attraverso una tensione narrativa capace di unire precisione storica e analisi dei sentimenti umani.

L’evento, organizzato in collaborazione con il Club per l’UNESCO di Trani e l’associazione AGAVE, è a ingresso libero fino a esaurimento posti. Rappresenta un’occasione per riscoprire il ruolo di Palazzo Beltrani come centro di aggregazione culturale, dove le ombre del passato diventano lo specchio necessario per guardare con più consapevolezza alle sfide e alle ansie della società moderna.

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