C’è un filo sottile che unisce il volo di un airone, il passo leggero di un cervo sardo e la mano che li ha tracciati su carta con pochi segni essenziali. Quel filo oggi passa per Roma, dove una mostra allestita alla Camera dei Deputati celebra lo sguardo e l’eredità culturale di Fulco Pratesi: architetto di formazione, naturalista per vocazione, divulgatore instancabile e fondatore del WWF Italia.
L’esposizione raccoglie dipinti, acquerelli e taccuini che attraversano decenni di viaggi, battaglie ambientaliste e osservazioni sul campo. Non è solo una retrospettiva artistica, ma un racconto per immagini di un’Italia – e di un mondo – che cambia, spesso grazie anche al suo impegno.
Tra arte e militanza
Fulco Pratesi è stato molte cose: deputato, giornalista, scrittore, disegnatore. Ma in ogni ruolo ha mantenuto intatta la stessa urgenza: proteggere la natura e insegnare a guardarla. Nei fogli esposti alla Camera si riconosce la precisione dell’architetto e, insieme, la meraviglia del bambino che scopre un animale nel suo habitat.
Gechi appollaiati su muri assolati, uccelli acquatici ritratti con tratto rapido, cervi sardi colti in un attimo di silenzio: ogni opera è un frammento di diario. I taccuini, in particolare, restituiscono la dimensione più intima del suo lavoro: schizzi, appunti, annotazioni sul comportamento delle specie, ma anche riflessioni personali sull’equilibrio fragile tra uomo e ambiente.
Il linguaggio semplice della natura
La mostra evidenzia come l’arte di Pratesi non sia mai stata fine a sé stessa. Il disegno diventa strumento di educazione, ponte tra scienza e pubblico, forma di divulgazione accessibile. Il tratto è diretto, essenziale, quasi didattico, e proprio per questo potente.
Nel percorso espositivo emerge con chiarezza il legame tra la produzione artistica e la nascita, negli anni Sessanta, del WWF in Italia: la tutela della fauna, la difesa delle aree protette, la sensibilizzazione delle nuove generazioni sono temi che attraversano le tele e i quaderni come una trama costante.
Un’eredità che parla al presente
Ospitare questa raccolta negli spazi istituzionali della Camera non è un gesto simbolico casuale. È un riconoscimento al valore civile dell’ambientalismo italiano e al contributo di una figura che ha saputo coniugare cultura, politica e natura in un’unica visione.
Le opere in mostra ricordano che la tutela dell’ambiente non nasce solo da leggi e regolamenti, ma anche da uno sguardo capace di cogliere la bellezza e la fragilità del vivente. Ed è proprio quello sguardo – curioso, partecipe, innamorato del mondo naturale – che Fulco Pratesi continua a trasmettere attraverso i suoi colori e i suoi appunti.
Una lezione che oggi, più che mai, suona attuale: osservare per comprendere, comprendere per proteggere.

