Il Servizio sanitario nazionale come conquista di civiltà e presidio concreto di uguaglianza. È uno dei passaggi centrali dell’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia per il centenario della Giornata internazionale dell’infermiere, celebrata il 12 maggio. Nel suo discorso, il Capo dello Stato ha richiamato il valore della sanità pubblica e il ruolo essenziale degli infermieri nella tutela della salute dei cittadini.

Mattarella ha ricordato che la nascita del Servizio sanitario nazionale nel 1978, con il superamento del sistema delle mutue, rese operativo il principio di uguaglianza espresso dalla Costituzione. Il riferimento è all’articolo 32, che riconosce la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività.
Nel corso della cerimonia, il Presidente ha rivolto un ringraziamento agli infermieri, definendoli parte fondamentale del percorso di civiltà del Paese. Ha richiamato alcuni slogan che negli anni hanno accompagnato la professione, sottolineando come l’infermiere sia presente “ovunque, per il bene di tutti” e come la salute resti un diritto di civiltà.
Un passaggio particolarmente forte è stato dedicato alla pandemia da Covid. Mattarella ha ricordato l’impegno del personale sanitario durante quella “drammatica, lunga emergenza”, segnata da sacrifici enormi e anche da vittime tra medici, infermieri e operatori. Il Capo dello Stato ha criticato chi oggi tenta di ridurre quella stagione a poco più di una leggera influenza, avvertendo che una simile lettura finisce per cancellare la sofferenza dei defunti e l’impegno spesso eroico di chi fu in prima linea.
Il discorso ha toccato anche il tema della guerra e del diritto internazionale umanitario. Mattarella ha richiamato il valore della protezione dei sanitari nei conflitti e ha citato il lavoro degli operatori a Gaza, dove il sistema sanitario è stato colpito duramente, paragonando a gesti eroici l’azione di chi continua ad assistere la popolazione in condizioni estreme.
La Giornata internazionale dell’infermiere, celebrata ogni anno il 12 maggio, nasce per valorizzare il contributo degli infermieri alla società e coincide con l’anniversario della nascita di Florence Nightingale, considerata una figura fondativa dell’assistenza infermieristica moderna.
Nel messaggio del Presidente emerge una visione chiara: la professione infermieristica non è soltanto un’attività tecnica, ma una componente essenziale della relazione di cura. Gli infermieri accompagnano le persone nei momenti di maggiore fragilità, garantendo competenza, presenza e umanità.
La celebrazione del centenario diventa così anche un’occasione per riflettere sul futuro del sistema sanitario. Il richiamo di Mattarella all’uguaglianza e all’articolo 32 della Costituzione ribadisce che la salute non può dipendere dalle condizioni economiche, sociali o territoriali dei cittadini. È un diritto che riguarda tutti e che richiede investimenti, responsabilità pubblica e riconoscimento pieno del lavoro di chi ogni giorno opera nei reparti, nei servizi territoriali, nell’emergenza e nell’assistenza domiciliare.
Il ringraziamento della Repubblica agli infermieri, dunque, non è solo memoria del passato recente, ma impegno per il presente: difendere il Servizio sanitario nazionale significa difendere un’idea di comunità fondata sulla cura, sulla solidarietà e sull’accesso universale alla salute.
