Un appello forte, carico di significato simbolico e morale, quello lanciato dal Papa durante l’Angelus in vista dell’imminente avvio dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina, al via venerdì prossimo, cui seguiranno i Giochi paralimpici. Il Pontefice ha richiamato il valore universale dello sport come strumento di dialogo e speranza, rinnovando l’invocazione alla tregua olimpica, tradizione che affonda le radici nell’antichità e che oggi assume un significato quanto mai attuale.

«Queste grandi manifestazioni sportive – ha affermato – costituiscono un forte messaggio di fraternità e ravvivano la speranza di un mondo in pace. È questo anche il senso della tregua olimpica». Da qui l’auspicio rivolto a chi detiene responsabilità politiche e istituzionali: «Auspico che quanti hanno a cuore la pace e sono posti in autorità sappiano compiere, in questa occasione, gesti concreti di distensione e di dialogo».

Nel corso dell’Angelus, il Papa ha poi ricordato che in Italia ricorre la Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, definendola «purtroppo tragicamente attuale». Un passaggio particolarmente intenso, in cui ha condannato senza mezzi termini la violenza che continua a colpire popolazioni innocenti: «Ogni giorno si registrano vittime civili di azioni armate che violano apertamente la morale e il diritto. I morti e i feriti di ieri e di oggi saranno veramente onorati solo quando si metterà fine a questa intollerabile ingiustizia».

Non è mancato un pensiero di vicinanza e preghiera per le vittime delle recenti tempeste che hanno colpito il Portogallo e l’Italia meridionale, con un invito alla solidarietà verso chi soffre a causa delle calamità naturali.

Infine, lo sguardo del Pontefice si è allargato al contesto internazionale, con un’espressione di preoccupazione per le tensioni tra Stati Uniti e Cuba. «Mi unisco al messaggio dei vescovi cubani – ha detto – invitando i responsabili a promuovere un dialogo sincero ed efficace, per evitare la violenza e ogni azione che possa arrecare ulteriori sofferenze al popolo cubano». Il Papa ha concluso affidando alla protezione della Vergine «tutti i figli di quella amata terra».

Un Angelus che, nel segno dello sport e dell’olimpismo, si è trasformato in un accorato richiamo alla responsabilità collettiva, affinché Milano-Cortina non sia solo un grande evento sportivo, ma anche un’occasione concreta per rilanciare il valore universale della pace.

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