Una manifestazione degenerata in vera e propria guerriglia urbana: è quanto accaduto sabato 31 gennaio a Torino durante un corteo di protesta contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, culminato in scontri tra alcuni partecipanti e le forze dell’ordine.
La serata ha visto feriti tra gli agenti, un poliziotto brutalmente aggredito, l’assalto a una troupe Rai e, nelle ultime ore, il primo arresto per la violenza all’agente.
Un corteo che diventa guerriglia
Secondo le ricostruzioni, un gruppo di manifestanti, in parte incappucciato e con oggetti contundenti, avrebbe interrotto il percorso autorizzato e preso di mira le forze dell’ordine. Cassonetti incendiati, lanci di bombe carta, petardi e barriere improvvisate hanno trasformato alcune strade del centro in un campo di battaglia urbano. Le forze di polizia hanno risposto con lacrimogeni e idranti per ripristinare l’ordine.
Il poliziotto aggredito e il primo arresto
Il volto più drammatico della giornata è quello di Alessandro Calista, agente di 29 anni del reparto Mobile di Padova, che durante gli scontri è stato circondato, preso a calci, pugni e colpi di martello da un gruppo di aggressori. L’agente, sposato e padre di un figlio, ha riportato contusioni multiple e una ferita da martello sulla coscia ma non sarebbe in pericolo di vita. È stato soccorso e trasportato all’ospedale Le Molinette di Torino, dove ha ringraziato per la vicinanza ricevuta.
Nelle ultime ore, le forze dell’ordine hanno arrestato un 22enne ritenuto uno dei presunti aggressori dell’agente. Il giovane, proveniente dalla provincia di Grosseto, è indagato per concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale, violenza a pubblico ufficiale e rapina in concorso. L’arresto è scattato grazie all’analisi di immagini video raccolte dagli investigatori.
Aggressioni anche a giornalisti
Durante gli scontri è stata inoltre aggressa una troupe della Rai. La giornalista e il cameraman sono stati minacciati e hanno dovuto interrompere il servizio, con attrezzatura danneggiata. L’emittente ha definito l’episodio un tentativo di intimidazione, denunciando la pericolosità di tali comportamenti verso i cronisti al lavoro.
Condanne istituzionali e politiche
La violenza ha suscitato una forte condanna trasversale:
- Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per esprimere vicinanza all’agente ferito e alle forze dell’ordine impegnate nel mantenimento dell’ordine pubblico.
- La premier Giorgia Meloni, presente a Torino, ha definito gli eventi come un attacco allo Stato e ha esortato la magistratura ad agire con fermezza contro i responsabili.
- Il ministro dell’Interno ha annunciato l’intenzione di valutare nuove norme più efficaci contro chi strumentalizza le proteste per compiere violenze.
- Leader di opposizione, tra cui Elly Schlein (PD), hanno definito gli atti come “inaccettabili”, esprimendo solidarietà alle forze dell’ordine e ai giornalisti.
Un clima di tensione radicato
Le tensioni a Torino non sono un fenomeno isolato: Askatasuna e altri centri sociali della città sono state spesso al centro di proteste e scontri con le forze dell’ordine negli ultimi anni, come documentato in diversi episodi di contrasto tra antagonisti e istituzioni.
Con le indagini in corso e altri possibili arresti all’orizzonte, il caso di Torino riporta al centro del dibattito pubblico italiano il tema della sicurezza nelle manifestazioni pubbliche, dell’equilibrio tra diritto di protesta e tutela dell’ordine e di come prevenire violenze di questo tipo senza comprimere i diritti democratici.

