Inaugurata la mostra che celebra l’eccellenza del costume italiano. 31 capolavori sartoriali, da Liz Taylor a Salma Hayek, raccontano la regalità tra cinema e teatro.

Alla Reggia di Venaria, la regalità non ha bisogno di corone per essere riconosciuta: bastano il fruscio di un velluto, la precisione di un ricamo o il riflesso di un filo d’oro. Ha aperto i battenti nelle Sale delle Arti la mostra “Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro”, un viaggio visivo curato dal premio David di Donatello Massimo Cantini Parrini che resterà visitabile fino al 6 settembre.

L’esposizione mette a nudo il processo creativo che trasforma un’attrice in un mito, dimostrando come il costume sia, prima di tutto, un dispositivo narrativo capace di costruire l’identità del potere.

Dall’Archivio Tirelli al grande schermo

Il cuore della mostra batte grazie ai tesori della Fondazione Tirelli di Formello, l’archivio romano che custodisce la storia del costume mondiale. Tra i 31 abiti esposti spiccano pezzi che hanno fatto la storia del cinema recente e passato:

  • Le Icone del Presente: Gli abiti di Salma Hayek ne Il Racconto dei Racconti e di Mélanie Laurent in Le Déluge, entrambi valsi a Cantini Parrini il prestigioso David di Donatello.
  • Le Regine del Sogno: Dal riflesso argenteo di Monica Bellucci (Regina degli Specchi per Terry Gilliam) alla Titania magica di Michelle Pfeiffer, fino alla Maria Antonietta pop di Kirsten Dunst nel cult di Sofia Coppola.
  • Il Mito Storico: La maestosità faraonica di Liz Taylor-Cleopatra e il fascino malinconico di Romy Schneider, l’indimenticabile Sissi di Luchino Visconti.

Non solo stoffa: bozzetti, parrucche e arte

Il percorso espositivo non si limita all’abito finito, ma scava nelle radici della creazione:

  1. I Bozzetti: Disegni originali che svelano come nasce l’immagine regale.
  2. Gli Accessori: Parrucche e gioielli realizzati da laboratori specializzati su modelli originali.
  3. Le Firme d’Autore: Tre abiti operistici d’eccezione portano la firma di giganti dell’arte come Arnaldo Pomodoro, Felice Casorati e Giorgio De Chirico.

Il commento della Direzione

“Abbiamo voluto far emergere il DNA femminile del potere”, spiega la direttrice della Reggia Chiara Teolato, ricordando come la Venaria stessa sia stata plasmata da figure forti come Cristina di Francia. “Gli abiti qui esposti sono testimoni di grandezza e intercettano un pubblico vasto, dagli appassionati di storia del costume ai fan del grande cinema”.

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