L’influenza stagionale è in fase di discesa, ma l’attenzione resta alta. Dopo aver raggiunto il picco a fine gennaio, con circa 10 milioni di infezioni registrate in Italia e una stima finale che potrebbe arrivare fino a 14-16 milioni di casi, la curva dei contagi è ora in calo tra fine febbraio e inizio marzo. Tuttavia, gli esperti parlano di possibili “colpi di coda” e invitano a non abbassare la guardia.
Pediatri: “Casi in diminuzione, ma altri virus circolano”
Secondo Antonio D’Avino, presidente della Fimp (Federazione italiana medici pediatri), l’influenza è ormai nella fase finale. I dati della sorveglianza RespiVirNet mostrano una diminuzione dell’incidenza delle infezioni respiratorie acute in tutte le fasce d’età, compresa quella 0-4 anni, che resta la più colpita.
Ma mentre l’influenza rallenta, altri virus respiratori continuano a diffondersi, tra cui:
- Virus respiratorio sinciziale (Rsv)
- Rinovirus
- Coronavirus diversi da Sars-CoV-2
La compresenza di questi virus sta determinando un aumento di infezioni respiratorie acute soprattutto nei bambini più piccoli.
Nella maggior parte dei casi, spiegano i pediatri, la gestione è sintomatica: controllo della febbre e dei dolori con paracetamolo secondo indicazione medica. È invece fondamentale consultare il pediatra se la febbre persiste, i sintomi peggiorano o compaiono difficoltà respiratorie.
Parallelamente, negli ambulatori pediatrici si osserva anche un aumento delle infezioni gastrointestinali virali, con vomito e diarrea, che rappresentano attualmente una delle principali cause di consulto medico in età evolutiva.
Andreoni: “Meno polmoniti, più infezioni delle alte vie respiratorie”
Anche negli adulti la situazione appare in miglioramento. Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali), conferma che i casi gravi con complicanze respiratorie sono in calo.
“Registriamo meno polmoniti – spiega – ma persistono raffreddori e tracheiti, soprattutto tra gli anziani”.
Continuano infatti a circolare:
- Rinovirus
- Virus parainfluenzali
- Virus respiratorio sinciziale
Questi agenti provocano principalmente infezioni delle alte vie respiratorie — raffreddore, mal di gola e tracheite — generalmente meno severe rispetto all’influenza, ma comunque fastidiose, soprattutto per le persone fragili.
I soggetti più a rischio
Restano più vulnerabili:
- Over 65
- Persone con patologie croniche (diabete, insufficienza renale)
- Immunodepressi
In questi pazienti possono ancora verificarsi casi di polmonite, anche se il numero complessivo è in diminuzione.
Le raccomandazioni
Gli esperti consigliano:
- Restare a casa ai primi sintomi per limitare i contagi
- Utilizzare antipiretici solo con febbre superiore ai 38°C
- Monitorare con attenzione eventuali peggioramenti
In sintesi, la stagione influenzale si avvia verso la conclusione, ma la circolazione di altri virus respiratori e gastrointestinali impone prudenza, soprattutto nei confronti di bambini piccoli e anziani. La parola chiave resta una: monitorare i sintomi e intervenire tempestivamente in caso di complicazioni.

