Un pomeriggio plumbeo, un campo pesante e un epilogo colmo di rabbia. L’Inter non riesce a scrollarsi di dosso le scorie del derby e, sotto la pioggia di San Siro, impatta sull’1-1 contro un’Atalanta mai doma.

Un pareggio che sa di frenata brusca: la squadra di Chivu manca l’allungo decisivo e ora guarda con apprensione al Milan di Allegri, che vincendo domani contro la Lazio potrebbe accorciare sensibilmente le distanze, portandosi a soli 5 punti dalla vetta.

Pio Esposito illude il Meazza

L’Atalanta di Palladino, ancora ferita dal pesante rovescio tennistico subito in Champions contro il Bayern, si presenta a Milano con l’obiettivo di blindare la zona Europa. Chivu, dal canto suo, deve rinunciare a Bastoni e lancia dal primo minuto Dumfries (al rientro da titolare dopo un lunghissimo stop) e il giovane Sucic.

Dopo un brivido iniziale causato da un errore dello stesso Sucic che quasi favorisce Scamacca, l’Inter prende il comando delle operazioni. Al 26′, l’orchestra nerazzurra suona la nota giusta: un’azione corale che coinvolge Dimarco e Dumfries libera Barella, bravo a servire Pio Esposito. Il numero 94 non perdona e col mancino trafigge Carnesecchi, siglando il suo quinto centro stagionale. Sembra il preludio a una gestione serena, ma l’Inter commette il peccato originale di non chiuderla, con Thuram che spreca due nitide occasioni davanti al portiere.

L’episodio della discordia: Krstovic e il rosso a Chivu

Nella ripresa, l’Atalanta alza il baricentro e Palladino pesca il jolly dalla panchina inserendo Krstovic e Sulemana. All’82′, il momento che cambia il volto al match e accende le micce: Sulemana travolge Dumfries a centrocampo, l’arbitro Manganiello lascia correre, Sommer respinge la prima conclusione ma non può nulla sul tap-in vincente di Krstovic.

Il gol scatena il caos. L’Inter chiede a gran voce il fallo su Dumfries, ma né l’arbitro né il VAR intervengono. Nel turbine delle proteste, a farne le spese è Chivu: il tecnico interista rimedia due cartellini gialli in pochi istanti e viene espulso, lasciando il campo tra le urla e la frustrazione.

Finale incandescente

Gli ultimi minuti sono un concentrato di tensione. L’Inter reclama anche un calcio di rigore per un contatto sospetto tra Scalvini e Frattesi, ma Manganiello resta fermo sulle sue decisioni. Al triplice fischio, i fischi di San Siro coprono il rumore della pioggia. Per i nerazzurri è un punto che scotta: tra recriminazioni arbitrali e occasioni perse, la corsa scudetto si fa improvvisamente più complicata e nervosa.

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