Il turismo italiano chiude il 2025 in bellezza. Secondo l’ultimo report dell’Istat, il quarto trimestre dell’anno appena trascorso ha segnato una decisa ripresa dei flussi: gli arrivi crescono dell’1%, invertendo la rotta rispetto al lieve calo del trimestre precedente, mentre le presenze registrano un solido +2,9%.

Questi numeri fotografano un’Italia capace di attrarre visitatori anche al di fuori dei mesi estivi, consolidando quel processo di destagionalizzazione tanto auspicato dagli operatori del settore.


Il sorpasso dell’Extra-Alberghiero

Il dato più significativo riguarda la tipologia di alloggio scelta dai viaggiatori. Se gli alberghi tengono il passo, sono le strutture extra-alberghiere (B&B, agriturismi, case vacanza e affittacamere) a fare la parte del leone con un incremento del +6,6%.

  • Perché questa crescita? I viaggiatori cercano sempre più esperienze autentiche, flessibilità e soluzioni abitative che permettano di vivere i centri storici e i borghi come “residenti temporanei”.
  • Settore alberghiero: Registra una crescita più contenuta ma costante, mantenendo il primato per il turismo business e i grandi eventi di fine anno.

Stranieri vs Italiani: chi muove la classifica?

Il mercato estero continua a essere il motore trainante della nostra economia turistica. Nel quarto trimestre 2025, la componente internazionale ha mostrato una resilienza maggiore, con un particolare interesse per le città d’arte (Roma, Firenze, Venezia e Napoli in testa) e le destinazioni termali. Anche il turismo interno ha beneficiato dei ponti autunnali, contribuendo alla tenuta complessiva del sistema.

Le prospettive per il 2026

Il dato di chiusura del 2025 funge da trampolino per l’anno in corso. Gli esperti del settore prevedono che il 2026 possa essere l’anno del definitivo consolidamento delle “destinazioni minori” e del turismo sostenibile, grazie anche agli investimenti del PNRR sulla rigenerazione dei borghi e dei cammini storici.

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