Un viaggio nel cuore dell’arte giapponese dell’Ottocento arriva nel centro storico del capoluogo piemontese. Dal 6 marzo al 24 aprile la Galleria Elena Salamon ospita 180 xilografie di Katsushika Hokusai, figura chiave dell’ukiyo-e e protagonista assoluto della cultura visiva universale.
L’esposizione riunisce opere acquisite nel tempo dalla galleria, proponendo un percorso che attraversa le fasi più significative della produzione dell’artista, attivo tra il XVIII e il XIX secolo e capace di influenzare profondamente tanto l’arte occidentale quanto l’immaginario contemporaneo.
Un ponte tra Oriente e Occidente
Hokusai è stato uno dei grandi interpreti del dialogo tra culture: le sue stampe arrivarono in Europa nella seconda metà dell’Ottocento, influenzando impressionisti e postimpressionisti e contribuendo al fenomeno del japonisme. Oggi la sua eredità si ritrova nei manga, nel design, nella moda – basti pensare alle citazioni nella creatività di Kenzo – fino alla grafica digitale e al tatuaggio.
La curatrice Elena Salamon sottolinea il valore anche affettivo della mostra, ricordando come la nonna, fondatrice nel 1969 della prima galleria torinese diretta da una donna, abbia introdotto per prima in città le stampe giapponesi, trasmettendole la passione per l’essenzialità e la poesia del maestro.
I capolavori in mostra
Il percorso si apre con due xilografie policrome tratte dalla serie Tour delle cascate in varie province (Shokoku Taki Meguri, 1832-1834 circa), celebri per la potenza dinamica dell’acqua e la resa spettacolare del paesaggio.
Di straordinaria rarità è Il demone Hannya che ride (Warai Hannya, 1831), considerato uno dei capolavori più difficili da reperire dell’intera produzione di Hokusai.
Ampio spazio è dedicato anche alle Cento vedute del monte Fuji (Fugaku Hyakkei, 1834-1835 circa), qui rappresentate da 102 stampe in tre tonalità di grigio, tra i vertici assoluti della sua ricerca artistica.
Completano l’esposizione otto opere della cosiddetta Piccola Tokaido (Tokaido Gojusan-eki, 1804) e 55 xilografie tratte dalla raccolta Trasmettere lo spirito, rivelare la forma delle cose attraverso un sol colpo di pennello, testimonianza della maturità stilistica dell’artista.
La mostra torinese si presenta così come un’occasione preziosa per immergersi nell’universo poetico e visionario di Hokusai, un maestro che, a due secoli di distanza, continua a parlare un linguaggio sorprendentemente contemporaneo.

