Dall’1 al 3 maggio all’Auditorium TaTÀ, un workshop intensivo condotto da Michele Cipriani. Al centro del lavoro, l’analisi delle tensioni borghesi nel testo di Yasmina Reza.
Cos’è il teatro se non la costruzione e la gestione del conflitto? Dalla tragedia greca fino ai drammi contemporanei, la scena vive dello scontro tra forze opposte: ambizioni e limiti, pulsioni e convenzioni sociali. È su questo crinale che si sviluppa «La grammatica del massacro», il workshop di recitazione organizzato dalla compagnia Crest presso l’Auditorium TaTÀ di Taranto.
Il percorso, in programma nel primo weekend di maggio, si propone come un’indagine rigorosa sulla trasformazione della tensione drammatica in presenza scenica viva e necessaria.
Il testo: «Il dio del massacro» di Yasmina Reza
Il campo di indagine scelto per il laboratorio è uno dei testi più feroci e brillanti della drammaturgia contemporanea: Il dio del massacro della francese Yasmina Reza. L’opera è il terreno ideale per esplorare la caduta della maschera della civiltà borghese.
- Tensioni sotterranee: Il workshop lavorerà sulla rabbia trattenuta e sulle contraddizioni che emergono quando le convenzioni sociali cedono il passo agli istinti primordiali.
- Metodologia: Il lavoro si articolerà su due livelli complementari: l’analisi del testo, per comprenderne i meccanismi profondi, e l’azione, per restituire verità e corpo ai personaggi.
La guida: Michele Cipriani
A condurre il workshop sarà Michele Cipriani, attore e formatore con una solida esperienza nella ricerca teatrale contemporanea. La sua pedagogia mette al centro l’attore come creatore consapevole, privilegiando un approccio che fonde lo studio del corpo con la relazione profonda tra testo e presenza scenica.
Citando Franco Ruffini, tra i massimi studiosi di antropologia teatrale, il conflitto non è inteso solo come contenuto narrativo, ma come una vera e propria grammatica dell’azione. Il laboratorio mira a fornire agli attori strumenti tecnici per non affidarsi al solo istinto, ma per costruire personaggi complessi attraverso una struttura organica e consapevole.
