In scena fino al 10 maggio la prima nazionale di Manuel Di Martino. Un thriller esistenziale che indaga il limite tra il gioco e la violenza gratuita.
Cosa si è disposti a fare per sentirsi realmente vivi? È questa la domanda brutale che attraversa La Noia, lo spettacolo scritto e diretto da Manuel Di Martino, in scena al Ridotto del Mercadante di Napoli fino a domenica 10 maggio 2026
Di Martino, talento emergente diplomato alla scuola del Teatro di Napoli nel 2021, firma una regia serrata che scava nei meandri delle inquietudini giovanili, portando alla luce un vuoto esistenziale che cerca riparo in rituali estremi e pericolosi.
Il Tempio: dove la vita viene “rubata”
La trama ruota attorno a quattro giovani che ogni settimana, allo scoccare della mezzanotte, si riuniscono in un appartamento privato ribattezzato “Il Tempio”. In questo spazio franco, lontano dagli occhi del mondo, i protagonisti mettono in comune i risultati di un gioco dalle regole rigide e quasi sacrali:
- La missione: Ogni partecipante deve approcciare un estraneo e spingerlo a confessare l’istante più significativo della propria vita.
- Il furto: Una volta carpito il segreto, il ragazzo deve “rivivere” quell’attimo nel minor tempo possibile.
- La deriva: Quello che nasce come un passatempo filosofico e bizzarro per ingannare il tempo si trasforma in un incubo quando la ricerca di emozioni forti travalica ogni confine etico.
Il superamento del limite
L’equilibrio del gruppo si spezza quando uno dei quattro confessa un’azione atroce: aver appiccato il fuoco all’auto di un senzatetto, restando a guardare mentre l’uomo moriva tra le fiamme. Da questo momento, La Noia smette di essere un titolo e diventa una condizione patologica che giustifica l’orrore pur di scatenare una reazione emotiva.
