Da Roma a Milano, da Lecce a L’Aquila, il calendario espositivo propone percorsi tra infanzia, memoria, fotografia, cultura pop, Teatro Nō giapponese e grandi maestri contemporanei

Dai bambini di Gaza alle icone del fumetto Mafalda e La Pimpa, da Mimmo Paladino al Teatro Nō giapponese: il weekend si apre con un ricco calendario di mostre in diverse città italiane, tra arte contemporanea, fotografia, illustrazione e riflessione sociale.

A Roma, Palazzo Merulana ospita dal 14 maggio al 28 giugno la mostra “How kids roll”, progetto espositivo dedicato ai bambini costretti a vivere sotto l’assedio della guerra, con particolare attenzione a quelli di Gaza. Al centro del percorso c’è il lavoro fotografico di Melissa McClaren, realizzato durante le riprese del film How Kids Roll tra il 2022 e il 2023. Le immagini costruiscono un racconto intimo, lontano dalla retorica, fatto di gesti quotidiani, attese, giochi e frammenti di vita sospesi tra normalità e trauma. Accanto alle fotografie sono esposte poesie scritte dai bambini di Gaza dall’inizio del conflitto a oggi e gli scatti di Mahmoud Abu Hamda, che documentano la realtà del territorio negli ultimi mesi.

Sempre a Roma, all’Instituto Cervantes, in collaborazione con ARF! Festival, arrivano per la prima volta insieme nella Capitale le riproduzioni in stile Artist’s Edition delle strip di Mafalda e le tavole originali de La Pimpa. La mostra “Mafalda & La Pimpa”, in programma dal 14 maggio all’11 luglio, è curata da Daniele Bonomo, in arte Gud, e Stefano Piccoli, S3Keno. Il percorso mette in dialogo due personaggi amatissimi da generazioni diverse: da una parte lo sguardo lucido, ironico e disincantato della bambina creata da Quino, dall’altra la meraviglia gentile e curiosa della cagnolina a pois rossi nata dalla matita di Altan.

A Lecce, la Fondazione Biscozzi | Rimbaud propone dal 16 maggio al 13 settembre la mostra “Gianni Bertini. Storia di un uomo senza storia”, curata da Thierry Bertini e Roberto Lacarbonara. Realizzato in collaborazione con l’Associazione Gianni Bertini di Milano e l’Archivio Frittelli per l’Opera di Gianni Bertini di Firenze, il progetto si concentra sulla produzione dell’artista tra il 1946 e gli anni Settanta, attraversando tre nuclei principali: i Gridi degli anni Quaranta, la stagione informale degli anni Cinquanta e il successivo approdo alla Mec-Art.

A Milano, la Leica Galerie celebra la street photography con “Street diary”, mostra di Phil Penman visitabile dal 15 maggio al 12 settembre. Il percorso riunisce 34 scatti dell’autore britannico, dedicati soprattutto a New York e alla città intesa come organismo vivo: atmosfere urbane, nebbie, riflessi, volti, contrasti e momenti di ironia compongono un diario visivo attraversato da spontaneità e attenzione per la vita quotidiana.

Ancora a Milano, Palazzo Citterio ospita dal 16 maggio al 26 luglio la mostra “Paladino”, curata da Lorenzo Madaro e realizzata da La Grande Brera in collaborazione con l’Archivio Paladino. Il percorso comprende l’intera serie dei Dormienti, composta da 32 sculture in terracotta di Mimmo Paladino, tutte provenienti dalla stessa matrice ma combinate diversamente nello spazio espositivo. L’allestimento assume la forma di una messa in scena teatrale, con corpi silenti adagiati in posizione fetale nell’ambiente ipogeo di Palazzo Citterio.

Ad Abano Terme, il Museo Villa Bassi Rathgeb presenta dal 16 maggio al 20 settembre la mostra “Alfred Eisenstaedt. La fotografia era nell’aria”, curata da Monica Poggi. L’esposizione, collegata anche alla mostra che sarà allestita dal 22 maggio al Museo Storico Navale di Venezia, invita a riscoprire uno dei protagonisti della definizione del linguaggio del fotogiornalismo. Il percorso comprende immagini molto diverse tra loro: dalla documentazione dell’Europa tra le due guerre ai reportage in Etiopia e Giappone, fino ai ritratti di celebri personaggi.

A L’Aquila, nell’ambito del programma di L’Aquila Capitale della Cultura 2026, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre ospita dal 16 maggio al 20 giugno “Nanakorobi Yaoki. Cadere sette volte, rialzarsi l’ottava”, primo progetto dedicato al Teatro Nō e intitolato “Immaginare l’invisibile” di Fabio Massimo Fioravanti. La mostra presenta 100 fotografie scattate in circa 35 anni in Giappone, suddivise in cinque sezioni: spettacoli nei teatri, performance nei templi shintoisti e buddhisti, backstage e stanza dello specchio, esercizi degli attori e realizzazione delle maschere.

Il percorso aquilano è arricchito da 40 ukyo-e di Tsukioka Kogyo, esposte per la prima volta in Italia, realizzate tra il XIX e il XX secolo, insieme ad alcune maschere Nō dell’artista Keiko Udaka, costumi di scena e ventagli. Un focus che porta il pubblico dentro una delle tradizioni teatrali più raffinate del Giappone, tra gesto, maschera, silenzio e ritualità.

Il fine settimana dell’arte propone dunque un itinerario molto ampio, capace di attraversare linguaggi e sensibilità differenti: dalla memoria dei conflitti allo sguardo dell’infanzia, dalla ricerca fotografica al fumetto, dalla scultura contemporanea alla cultura teatrale giapponese. Una mappa di appuntamenti che conferma la vitalità del panorama espositivo italiano e la sua capacità di parlare a pubblici diversi.

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