Fino al 13 giugno in mostra le opere recenti dell’artista napoletano: città, interni e paesaggi immaginari attraversati da luce, memoria e poesia visiva
La luce come apparizione, l’ombra come memoria, la città come luogo dell’immaginazione. Fino al 13 giugno, la Galleria Russo di Roma ospita “Le notti bianche”, mostra dedicata ai dipinti più recenti di Tommaso Ottieri, artista napoletano capace di trasformare architetture, interni e paesaggi urbani in visioni sospese tra realtà e sogno.
Il titolo richiama l’universo letterario di Dostoevskij, ma nelle opere di Ottieri diventa soprattutto una condizione dello sguardo: una notte che non è buio assoluto, ma spazio intermedio, attraversato da bagliori, riflessi, presenze invisibili e tracce di vita. Le sue tele invitano il visitatore a muoversi dentro luoghi silenziosi e intensi, dove la memoria convive con l’invenzione e l’ordinario si trasfigura in racconto poetico.
La mostra propone un viaggio tra città e metropoli, stanze private, scenari architettonici, radure oniriche e ambienti nei quali la figura umana non compare direttamente, ma continua a farsi sentire. L’uomo è assente, eppure resta nella luce accesa, in un lampadario sospeso, in un edificio che sembra respirare, in uno spazio che conserva il segno di chi lo ha attraversato.
È proprio questa assenza a rendere le opere di Ottieri così evocative. L’artista non racconta la presenza umana attraverso il corpo, ma attraverso ciò che il corpo lascia dietro di sé: una stanza, una facciata, una prospettiva, un’atmosfera, una vibrazione luminosa. Ogni elemento architettonico diventa così testimone silenzioso di storie possibili.
La curatrice Anna Castello osserva come lampadari, città e radure sembrino emergere da frammenti ricomposti con una sensibilità personale. In questo universo pittorico, gli edifici assumono quasi una postura, gli spazi acquistano respiro e ogni luce diventa segno di vita, desiderio e memoria.
Nelle tele dell’artista napoletano la pittura si muove tra illusione e percezione. I luoghi rappresentati non sono semplici vedute, ma scenari interiori. La luce non illumina soltanto: costruisce, deforma, rivela, mette in tensione il visibile e l’invisibile. L’ombra, allo stesso modo, non cancella ma custodisce, lasciando affiorare ciò che resta sospeso tra ricordo e immaginazione.
Nato nel 1971, Tommaso Ottieri vive e lavora a Napoli. Dopo gli studi di architettura in Italia e la laurea ad Aberdeen, in Scozia, ha iniziato il suo percorso professionale come architetto. Rientrato in Italia dopo un periodo all’estero, ha aperto il proprio studio e ha cominciato a esporre i primi dipinti in gallerie napoletane.
La formazione architettonica resta una componente fondamentale della sua ricerca. Le sue opere, spesso di grandi dimensioni, sono abitate da edifici, città, interni monumentali e paesaggi urbani nei quali convivono opulenza, memoria storica e visione contemporanea. I toni del rosso, del blu e dell’oro contribuiscono a creare atmosfere dense, teatrali e profondamente riconoscibili.
Dal 2003, anno della sua prima grande mostra, Ottieri ha avviato collaborazioni con gallerie in Italia e all’estero, partecipando a esposizioni e fiere internazionali. Il suo lavoro si nutre del dialogo con i grandi architetti, con i maestri della pittura e con la tradizione classica, ma si sviluppa in una lingua personale, capace di restituire alla città una dimensione visionaria.
Con “Le notti bianche”, la Galleria Russo propone dunque un percorso che non si limita a mostrare luoghi, ma invita a entrarvi con lo sguardo del sognatore. Le opere di Tommaso Ottieri trattengono l’essenza dell’esperienza umana proprio dove l’uomo sembra mancare: nella luce che resta, negli spazi che attendono, nelle architetture che diventano memoria.

