Via libera definitivo della Camera dei deputati alla Legge di Bilancio 2026, che incassa l’approvazione finale del Parlamento con 216 voti favorevoli, 126 contrari e 3 astenuti. Il testo era già stato blindato dal governo con il voto di fiducia nella serata precedente e l’Aula ha poi affrontato una lunga seduta notturna dedicata agli ordini del giorno, prima delle dichiarazioni di voto conclusive di questa mattina.
Il voto e il dibattito parlamentare
La fiducia era stata confermata con 219 sì e 125 no, aprendo la strada all’esame finale del provvedimento. Durante il dibattito non sono mancate le critiche dalle opposizioni: la segretaria del Pd Elly Schlein ha definito la manovra “incapace di rispondere alle priorità degli italiani” e orientata a una politica di austerità, con prospettive di crescita limitate. In Aula erano presenti diversi membri del governo, tra cui il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il vicepremier Antonio Tajani e altri esponenti dell’esecutivo.
Meloni: “Scelte responsabili in un contesto difficile”
Dopo l’approvazione, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato l’esito del voto sui social, rivendicando una manovra “seria e responsabile”, costruita in un quadro economico complesso. La premier ha sottolineato che le risorse disponibili sono state concentrate su alcune priorità: famiglie, lavoro, imprese e sanità, con l’obiettivo di rendere strutturali misure già avviate e rafforzare quelle che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini. Tra i punti richiamati anche la riduzione dell’Irpef per il ceto medio, il sostegno alla natalità e il rafforzamento del sistema sanitario pubblico.
Giorgetti: salari e pensioni al centro
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha evidenziato come uno degli aspetti centrali della manovra sia la detassazione degli aumenti contrattuali, con aliquote agevolate sugli incrementi salariali e sui premi di produttività. Una misura che, secondo il ministro, risponde alle richieste di sindacati e imprese e si traduce in aumenti concreti per i lavoratori.
Sul fronte pensioni, Giorgetti ha chiarito che l’intervento del governo ha ridotto l’aumento automatico dell’età pensionabile previsto dal 2027, lasciando aperta la possibilità di ulteriori correttivi nel corso del 2026, compatibilmente con l’andamento dei conti pubblici.
Spesa pubblica e nodi ancora aperti
Il titolare del Mef ha inoltre ribadito che la manovra non sottrae risorse alla spesa sociale per destinarle alla difesa. Il tema dell’eventuale aumento delle spese militari, ha spiegato, sarà affrontato solo dopo l’uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione e senza intaccare sanità e istruzione.
Restano tuttavia aperti diversi nodi politici, dalle pensioni alla pressione fiscale. La Lega chiede ulteriori interventi sull’età pensionabile e una rivalutazione della flat tax, mentre Forza Italia punta a un ulteriore alleggerimento dell’Irpef per i ceti medi.
Con l’approvazione definitiva della Camera, la Legge di Bilancio 2026 entra ora nella fase attuativa, mentre il confronto politico sulle riforme economiche e fiscali proseguirà nei prossimi mesi.

