Lo Stato italiano ha acquisito per 14,9 milioni di dollari il celebre Ecce Homo di Antonello da Messina, l’ultimo rimasto in mani private, prima che il dipinto fosse battuto all’asta da Sotheby’s.

La conferma è arrivata dalla casa d’aste, mentre a darne notizia anticipata è stata la Fondazione Federico Zeri di Bologna, sottolineando che l’opera è ora ufficialmente di proprietà dello Stato.

Il piccolo pannello, creato intorno al 1460 dopo il ritorno di Antonello nella natia Messina, presenta due facce: su un lato l’Ecce Homo emerge dall’oscurità con gli occhi rossi e gonfi, la corona di spine e il sangue che cola su fronte e petto; sull’altro lato, San Girolamo penitente abita un paesaggio desertico e spoglio, simbolo di devozione e imitazione della sofferenza di Cristo.

L’opera, concepita per la devozione privata, è considerata una delle poche attribuzioni certe di Antonello da Messina e rappresenta il primo di una serie di Ecce Homo del pittore, mentre tutte le altre versioni sono conservate nei principali musei mondiali, tra cui il Met di New York, Palazzo Spinola a Genova e il Collegio Alberoni di Piacenza.

Il Ministero della Cultura ha operato attraverso il Direttorato Generale dei Musei, assicurandosi il quadro prima che partissero i rilanci all’asta, con un prezzo leggermente al di sotto del massimo stimato di 15 milioni di dollari. L’Ecce Homo era stato precedentemente esposto in grandi mostre internazionali, tra cui al Met di New York, alle Scuderie del Quirinale e a Palazzo Reale di Milano, e sarà protagonista di una rassegna su Antonello prevista nel 2028 al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.

Le opere di Antonello da Messina sono estremamente rare: dei circa quaranta dipinti giunti fino a noi, questo rappresenta probabilmente l’ultimo Ecce Homo rimasto in collezione privata, un’occasione unica per arricchire il patrimonio artistico nazionale e garantire la fruizione pubblica di un capolavoro del Rinascimento siciliano.

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