Il Ministero della Cultura ufficializza le proposte per la Lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Il Ministro Giuli: “Il Presepe è un elemento fondante della nostra identità e un simbolo di artigianalità millenaria”.
L’Italia rilancia il suo ruolo di superpotenza culturale mondiale. La Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, riunita lo scorso 19 marzo 2026, ha deliberato di presentare tre nuove candidature d’eccellenza per l’iscrizione nel registro del Patrimonio Culturale Immateriale.
Le proposte, che verranno ora valutate dal Comitato Intergovernativo a Parigi, spaziano dalla tradizione religiosa all’eccellenza vitivinicola, fino alla resilienza delle comunità di montagna.
Le tre sfide italiane: tra rito, natura e sapori
1. L’Arte del Presepe Italiano
Definito dal Ministro della Cultura come un “elemento qualificante dell’identità nazionale”, il presepe non è solo un simbolo religioso ma un ecosistema artistico che coinvolge migliaia di botteghe artigiane (da San Gregorio Armeno a Napoli fino alle tradizioni della Puglia e del Trentino). La candidatura mira a tutelare il saper fare dei maestri presepiai e il valore sociale della narrazione familiare che accompagna questa tradizione.
2. La Tecnica della Messa a Riposo delle Uve della Valpolicella
Dopo il riconoscimento delle Colline del Prosecco, il Veneto torna protagonista con l’Appassimento. Si tratta di una tecnica millenaria che permette la produzione di vini iconici come l’Amarone.
- Il valore: Non è solo un processo agricolo, ma un sapere tramandato che modella il paesaggio e l’economia di un intero territorio.
- L’obiettivo: Proteggere un metodo naturale di concentrazione degli zuccheri e degli aromi unico al mondo.
3. Il Patrimonio Alimentare Alpino
Questa candidatura transnazionale (che vede l’Italia capofila) riguarda l’insieme di saperi, ricette e tecniche di conservazione delle comunità delle Alpi.
- Focus: Dalla produzione dei formaggi d’alpeggio alla gestione dei pascoli comuni.
- Significato: Rappresenta la risposta delle popolazioni montane alle sfide climatiche e geografiche, preservando la biodiversità alimentare.
Il commento delle istituzioni
Secondo i primi dati emersi dalla Commissione, le candidature sono state istruite con il supporto tecnico del Servizio II del Segretariato Generale del MiC. L’iter di valutazione internazionale è lungo e rigoroso: i risultati finali sono attesi tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
“Queste scelte confermano la volontà dell’Italia di proteggere non solo i monumenti, ma le persone e le tradizioni che rendono vivo il nostro Paese.” — Alessandro Giuli, Ministro della Cultura.
I numeri dell’Italia nell’UNESCO
- Patrimoni Immateriali già riconosciuti: 18 (tra cui l’Opera dei Pupi, la Dieta Mediterranea e l’Arte del Pizzaiolo Napoletano).
- Siti Patrimonio dell’Umanità (Tangibili): 60 (record mondiale).

