Ci sono voluti quattro decenni perché il cerchio si chiudesse. Il 17 aprile, i Litfiba pubblicano ufficialmente “17 Re”, la title-track rimasta finora inedita del loro album più iconico e celebrato. Un brano che nel 1986 fu escluso dalla scaletta finale perché considerato allora “fuori linea” rispetto al resto della produzione, e che oggi riemerge come un reperto sonoro di straordinaria attualità.
Piero Pelù e Ghigo Renzulli chiariscono subito: non si tratta di una semplice operazione nostalgia, ma di un atto politico e artistico necessario
Il brano ritrovato: l’anello mancante del 1986
L’album 17 Re è oggi considerato una pietra miliare della new wave italiana, nonostante un’accoglienza iniziale della critica definita oggi dai protagonisti come “piuttosto fredda”.
- Perché il silenzio: Il brano omonimo era stato accantonato perché la band cercava una coesione sonora differente per quello che sarebbe diventato il loro primo doppio album.
- Il messaggio: Il testo originale, recuperato e masterizzato per l’occasione, affronta temi cari alla poetica della band: l’abuso di potere e la deriva di un sistema freddo e calcolatore.
«Non resteremo in silenzio»
Il ritorno di questo brano è accompagnato da una presa di posizione dura contro l’attualità. I Litfiba puntano il dito contro quella che definiscono la “tecnocrazia assassina”.
«Non possiamo restare in silenzio di fronte a un potere che mette la tecnica e il profitto davanti all’umanità. Questo pezzo, scritto quarant’anni fa, sembra parlare del mondo di oggi: un mondo dominato da algoritmi e decisioni prese lontano dalla vita reale delle persone.»
L’eredità di un disco epocale
La pubblicazione di “17 Re” avviene in un momento di riscoperta del catalogo storico della band. Il disco originale del 1986 segnò il passaggio dai suoni cupi dell’esordio a una complessità rock-psichedelica che ha influenzato generazioni di musicisti.
- L’uscita: Il singolo sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali e in una speciale edizione limitata in vinile dal 17 aprile 2026.
- Il valore storico: Il brano completa idealmente quel “viaggio” iniziato nel 1986, confermando la longevità di una visione artistica che non ha perso la sua carica graffiante.
