In un momento di profonda incertezza geopolitica, la voce di Sergio Mattarella si leva da uno dei templi della cultura europea per ribadire la centralità dell’Unione. Oggi, giovedì 19 marzo 2026, il Presidente della Repubblica ha ricevuto la Laurea Honoris Causa dall’Università di Salamanca, la più antica di Spagna, alla presenza di Re Felipe VI.

Un riconoscimento che va oltre il prestigio accademico, trasformandosi in un manifesto politico e filosofico sulla missione dell’Europa nel XXI secolo.

Le radici profonde dell’identità europea

Nel suo discorso di ringraziamento, Mattarella ha citato la filosofa spagnola Maria Zambrano: “La nostra anima è attraversata da sedimenti di secoli, le radici sono più grandi dei rami che vedono la luce”.

Partendo da questa suggestione, il Presidente ha tracciato il profilo di un’Europa che non può limitarsi a essere un mercato comune, ma deve riscoprirsi come comunità di valori e di pace:

  • Il rifiuto della guerra: Mattarella ha esortato le istituzioni europee a “saper dire di no” ai conflitti e alle spinte destabilizzanti che minacciano i confini e la tenuta democratica del continente;
  • L’integrazione come scudo: di fronte alle sfide globali, dalla sicurezza alla crisi climatica, l’isolamento è stato definito un “lusso che non possiamo permetterci”.

L’incontro con Re Felipe e il legame italo-spagnolo

La cerimonia è stata preceduta da una passeggiata storica nel centro di Salamanca. Il Presidente e il sovrano spagnolo hanno attraversato la maestosa Plaza Mayor, simbolo dell’amicizia e della fratellanza tra Italia e Spagna, due nazioni che condividono non solo radici latine, ma una visione comune sul futuro del Mediterraneo e dell’integrazione europea.

Felipe VI, nel suo saluto, ha lodato Mattarella come “punto di riferimento di saggezza e rettitudine” per tutti i democratici europei, sottolineando come la sua figura rappresenti la stabilità in tempi di tempesta.

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