Un’analisi sulle compravendite in Italia rivela che la necessità di scontare il prezzo iniziale è cresciuta nell’ultimo anno. Catania maglia nera per i ribassi (6,9%), mentre Bologna e Milano si confermano i mercati più solidi.

Prima di arrivare alla firma del contratto, poco più di una casa su venti in Italia subisce un taglio rispetto al prezzo di richiesta iniziale.

Secondo gli ultimi dati di mercato aggiornati a marzo 2026, la percentuale di annunci che ha sperimentato un ribasso ammonta al 5,2%, un valore in crescita di oltre un punto percentuale rispetto allo scorso anno.

L’aumento degli sconti riflette un nuovo equilibrio tra domanda e offerta: dove la pressione degli acquirenti è meno forte, i venditori sono costretti a rivedere le proprie pretese per riuscire a chiudere l’affare. Al contrario, nelle aree dove la competizione tra compratori è altissima, il potere contrattuale resta saldamente nelle mani di chi vende.

Geografia dello sconto: il Mezzogiorno spinge sui ribassi

Il report evidenzia dinamiche profondamente diverse a seconda della latitudine:

  • Sud e Isole: Qui si registra la quota più alta di immobili ribassati, pari al 6,2%. In queste aree la percentuale è cresciuta di oltre 3 punti in un anno, segno di un mercato dove gli acquirenti possono permettersi di essere più selettivi.
  • Centro e Nord-Ovest: I valori sono in linea con la media nazionale, attestandosi intorno al 5%.
  • Nord-Est: Si conferma l’area più resiliente. Solo il 4,1% degli annunci subisce una riduzione di prezzo, con una variazione quasi nulla rispetto a dodici mesi fa.

Focus grandi città: Catania in testa, Bologna la più stabile

L’analisi dei grandi centri urbani mostra un’Italia a due velocità. Catania guida la classifica delle città con più ribassi: il 6,9% delle case in vendita ha subito uno sconto. Seguono Palermo e Genova (5,9%) e Bari (4,7%).

All’opposto della graduatoria troviamo i mercati metropolitani più dinamici, dove la scarsità di offerta rende quasi superflui i ritocchi al ribasso:

  • Milano: solo il 2,4% degli annunci viene scontato.
  • Bologna: è la città più “rigida” d’Italia, con appena il 2,2% di immobili ribassati.
  • Firenze e Verona: mostrano quote contenute, rispettivamente al 2,9% e 2,7%.

Roma e Napoli si posizionano in una fascia intermedia, con ribassi che interessano circa il 4% dell’offerta, mostrando una sostanziale stabilità nei prezzi richiesti.

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