“Il mio pop non è leggero, è bruciante. È una forma di resistenza”. Con queste parole Mika descrive Hyperlove, il nuovo album in uscita domani, che segna una svolta nella sua carriera. Un progetto costruito sulla libertà creativa, sul rischio e sulla vulnerabilità, nato dal desiderio di rompere schemi e aspettative commerciali.
“Se non osi, finisci in una prigione commerciale”, spiega il cantautore nato a Beirut. Hyperlove è stato scritto al pianoforte, senza filtri né opinioni esterne, un lavoro di pura follia creativa: “Chi viene ai miei concerti sa che prende parte a qualcosa di vero, perché prendo dei rischi”, racconta Mika.
L’album fonde calore analogico e dinamiche elettroniche, esplorando la tensione tra digitale e fragilità umana. Il concetto di “hyper-love” diventa così una forza euforica e necessaria per dare senso al mondo contemporaneo, tra instabilità e conflitti. “Più il mondo ti spaventa, più devi aprire le finestre invece di chiuderle. La mia risposta è cantare più forte, andare meno lisci”, aggiunge l’artista, sottolineando il valore della musica come strumento di resistenza e speranza.
Forte è anche il legame di Mika con l’Italia, Paese che ama profondamente ma senza stereotipi: “Vivo nella campagna, amo l’artigianato e i piccoli atelier, lontano dall’Italia impacchettata per i turisti. L’anima italiana non deve essere messa sotto vuoto”, afferma.
Guardando al futuro, Mika rivela nuovi progetti: l’idea di un’opera lirica e un programma televisivo dedicato alla cultura italiana contemporanea, dai musei agli artisti, con l’obiettivo di raccontare un Paese vivo e autentico.
Dopo oltre vent’anni di carriera e più di 20 milioni di album venduti nel mondo, Hyperlove rappresenta una nuova fase per Mika: un percorso tra coraggio, visione e sperimentazione, accompagnato dallo Spinning Out Tour che farà tappa in Italia il 2 marzo a Bologna e il 4 marzo a Torino. Un ritorno al pop che non teme di osare, celebrando la parte più alternativa e creativa del cantante.

