Il decreto Milleproroghe è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è entrato ufficialmente in vigore. Il provvedimento, composto da 17 articoli, interviene su numerose scadenze e termini, ma non contiene alcune proroghe attese, in particolare quelle relative agli incentivi per l’occupazione giovanile e femminile.
Nel testo definitivo non compare infatti lo slittamento di un anno del bonus giovani under 35 e del bonus donne, misure pensate per favorire l’ingresso stabile nel mercato del lavoro di giovani e lavoratrici in condizioni svantaggiate. La proroga era stata prevista in una bozza iniziale del decreto, ma è poi scomparsa nella versione pubblicata.
Il Milleproroghe prevede invece altri interventi, tra cui la proroga di un anno dello scudo penale per i medici, la sospensione dell’aggiornamento biennale delle multe, il prolungamento dell’attività istruttoria per la definizione dei Lep (livelli essenziali delle prestazioni) e la proroga dell’operatività del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.
Oltre ai bonus per giovani e donne, saltano anche la proroga del bonus Zes per il Mezzogiorno e quella degli incentivi all’autoimpiego nei settori strategici legati allo sviluppo tecnologico e alla transizione digitale ed ecologica. In assenza di nuovi interventi normativi, tutte queste misure resteranno valide solo fino al 31 dicembre 2025.
Il bonus giovani under 35, introdotto con il decreto Coesione del 2024, prevede l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali per i datori di lavoro fino a 24 mesi, con un tetto di 500 euro mensili, per assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato. Il bonus donne segue una logica simile, con un esonero contributivo per l’assunzione stabile di lavoratrici svantaggiate.
Scadono a fine 2025 anche il bonus Zes, destinato alle imprese del Mezzogiorno che assumono disoccupati over 35, e l’incentivo all’autoimpiego per giovani disoccupati under 35 che avviano nuove attività nei settori strategici. L’assenza di proroghe nel Milleproroghe riapre ora il dibattito politico sulla necessità di rifinanziare o rivedere queste misure a sostegno dell’occupazione.

