Mentre le grandi del calcio mondiale come Francia e Brasile si godono il lusso di amichevoli prestigiose con la mente già proiettata oltreoceano, l’Italia si ritrova ancora una volta a dover sudare per reclamare il proprio posto al sole.

Quella di stasera contro l’Irlanda del Nord non è una semplice partita di avvicinamento, ma una vera e propria “semifinale” playoff: vincere significa guadagnarsi il diritto di sfidare una tra Galles e Bosnia per un biglietto verso il Mondiale 2026.

La lezione del 2022, con il drammatico ko contro la Macedonia del Nord, brucia ancora e deve servire da monito. Nonostante il divario tecnico penda chiaramente a favore degli Azzurri, il rischio maggiore resta l’ansia da prestazione. L’Irlanda del Nord è una squadra solida, fisica, che fa della difesa a oltranza e dei lanci lunghi la propria ragione di vita, rinunciando spesso al possesso palla per chiudere ogni spazio. In questo scenario, la fretta di segnare potrebbe diventare il peggior nemico dell’Italia, dando coraggio a un avversario che non ha nulla da perdere.

Rino Gattuso sembra aver forgiato un’Italia “proletaria”, capace di soffrire e colpire nei momenti decisivi. I numeri del suo ciclo parlano chiaro: 19 reti segnate in sei gare, con una spiccata tendenza a risolvere i match nella ripresa. Il CT si affida alla solidità di Donnarumma e alla visione di Calafiori in difesa, mentre a centrocampo la fisicità di Tonali e la classe di Barella dovranno alimentare il tandem d’attacco Kean-Retegui. La coppia offensiva sta vivendo un momento d’oro, con 9 gol complessivi, e rappresenta l’arma principale per scardinare il muro nordirlandese.

Non è il momento di fare i raffinati o di guardare ai titoli del passato. Questa è una sfida da vincere con il sudore e la coesione del gruppo, richiamando quello spirito operaio che storicamente ha portato l’Italia sul tetto del mondo con Bearzot e Lippi. Sebbene il nostro calcio non sia attualmente al livello delle corazzate come Spagna o Inghilterra, gli Azzurri hanno tutte le carte in regola per imporsi su avversari di fascia media, a patto di non farsi trascinare in una “partita sporca” che favorirebbe i britannici.

L’appuntamento di stasera è un’occasione per riaffermare la nostra identità e scacciare definitivamente i fantasmi delle ultime mancate qualificazioni. Con la giusta dose di pazienza e umiltà, l’America può davvero tornare a essere un obiettivo concreto.

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