Il mondo del calcio è in lutto. Si è spento oggi, all’età di 79 anni, Beppe Savoldi, uno dei centravanti più prolifici e iconici della storia della Serie A. Malato da tempo, l’ex “bomber” ha affrontato l’ultima sfida con la stessa dignità e riservatezza che ne avevano contraddistinto la carriera e la vita fuori dal campo.

Nato a Gorlago nel 1947, Savoldi non è stato solo un realizzatore implacabile, ma un vero e proprio simbolo del passaggio del calcio italiano verso la modernità industriale e mediatica.

Il primo “Mister Miliardo”

Il nome di Beppe Savoldi rimarrà per sempre legato all’estate del 1975, quando il suo passaggio dal Bologna al Napoli scosse le fondamenta del calciomercato mondiale. Per la prima volta nella storia, un club sborsò la cifra astronomica di due miliardi di lire (tra contanti e contropartite) per un singolo giocatore.

Quell’operazione gli valse l’appellativo di “Mister Miliardo”, un’etichetta che Savoldi portò con orgoglio e professionalità, ripagando l’investimento del presidente Ferlaino con 77 reti in maglia azzurra e la conquista di una Coppa Italia e una Coppa di Lega Italo-Inglese.

Una carriera tra vette e record

Savoldi è stato il prototipo del centravanti moderno: potente fisicamente, straordinario nel gioco aereo e dotato di un senso del gol fuori dal comune.

  • Atalanta: Il debutto e le radici, dove ha mosso i primi passi di una carriera leggendaria.
  • Bologna: Il periodo della consacrazione, con cui ha vinto due Coppe Italia e il titolo di capocannoniere nella stagione 1972-73.
  • Nazionale: Pur in un’epoca di concorrenza agguerrita, ha vestito la maglia azzurra lasciando il segno con la sua fisicità.

Con 168 gol in Serie A, occupa stabilmente le posizioni di vertice nella classifica marcatori all-time del massimo campionato, testimonianza di una continuità realizzativa che ha attraversato quasi due decenni.

Il ricordo del mondo dello sport

Immediati i messaggi di cordoglio dalle sue ex squadre. Il Napoli lo ricorda come “un gigante dell’area di rigore”, mentre il Bologna piange “uno dei figli più amati della sua storia”. Anche l’Atalanta, la squadra della sua terra, ha voluto omaggiare il campione che non ha mai dimenticato le proprie origini bergamasche.

Dopo il ritiro, Savoldi era rimasto nel mondo del calcio come allenatore e opinionista, sempre apprezzato per la sua analisi lucida e mai banale. Con lui se ne va un pezzo di quel calcio “romantico” capace però di guardare al futuro, un atleta che ha saputo gestire il peso del successo con la semplicità dei grandi.


I numeri di una leggenda:

  • Presenze in Serie A: 405
  • Gol totali in A: 168
  • Squadre: Atalanta, Bologna, Napoli
  • Palmarès: 3 Coppe Italia, 1 Coppa di Lega Italo-Inglese, 1 Titolo Capocannoniere Serie A

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