Lunedì 15 dicembre la stagione musicale di Dissonanzen approda in Sala Assoli con una serata interamente dedicata alla Musica pittografica, un territorio artistico in cui scrittura musicale, gesto, immagine e improvvisazione si intrecciano fino a generare opere aperte, plurali, in continua mutazione. Un vero e proprio invito a oltrepassare i confini della notazione tradizionale per entrare nel segno, trasformando l’ascolto in immaginazione.
Un concetto che trova riscontro nelle parole di Umberto Eco in Opera aperta (1962), laddove l’autore sottolinea come “nessuna opera d’arte è in effetti chiusa, perché ciascuna racchiude […] una infinità di letture possibili”. La musica pittografica diventa così un laboratorio di possibilità: ogni pagina si apre, ogni suono diventa un’esperienza.
Ore 18.30 – Proiezione del film I sentieri di Orghè di Luigi Esposito
Introduzione di Sandro Cappelletto
La serata si inaugura con I sentieri di Orghè, film di Luigi Esposito che espande visivamente l’opera Orghè, trentadue sentieri dell’animo, ciclo pianistico dedicato alle geografie interiori dell’essere umano.
Il compositore e artista trasforma la forte carica immaginativa della partitura in un viaggio cinematografico composto da trentacinque microvisioni: brevi fulgori in cui suono, silenzio, corpo e memoria diventano paesaggi emotivi.
Girato tra Italia, Spagna, Germania, Francia, Portogallo e Stati Uniti, il film raccoglie testimonianze e presenze di figure centrali della musica e della cultura contemporanea: Luis de Pablo, Sylvano Bussotti, Ugo Gregoretti, Nanni Balestrini, Roberto Masotti e lo stesso Sandro Cappelletto, che introdurrà la proiezione.
La collaborazione con Vincenzo Mistretta – riprese, montaggio, animazione – arricchisce un lavoro sospeso tra videoarte, diario intimo e teatro del gesto.
Ore 20.30 – Concerto Musica Pittografica
Con: Tommaso Rossi (flauti), Francesco D’Errico (pianoforte), Antonio Caggiano (percussioni)
Il concerto propone un percorso attraverso differenti modalità di notazione grafica e pittografica, mettendo in relazione autori e poetiche molto diverse ma unite dall’idea di una scrittura capace di generare forme aperte e imprevedibili.
Leonardo Gensini – Scritture segrete
Realizzata a partire da pittografie del 1996, l’opera di Gensini – compositore, pittore, ceramista, chitarrista rock-blues – nasce come territorio d’invenzione. Segni, punti, tratti e macchie d’inchiostro diventano impulsi sonori, una grammatica aperta che invita l’interprete a reinventare la tradizione trasformandola in immagine viva.
Francesco Pennisi – Deragliamento
Compositore lirico e immaginifico, Pennisi costruisce in Deragliamento un percorso fatto di deviazioni e scarti inattesi. La musica abbandona volontariamente il binario per esplorare zone laterali dell’ascolto, tra sospensioni e improvvise sorprese.
Gli interpreti eseguiranno una delle 19 tavole dell’opera, quella in cui appare il volto di John Cage, quasi un’evocazione della poetica del grande compositore americano.
John Cage – Dream
Composto nel 1948, Dream è un brano meditativo, sospeso, dal flusso lento e ipnotico. Cage spoglia il tempo della sua struttura ritmica più complessa per creare una dimensione estatica, in cui la risonanza diventa protagonista.
Sylvano Bussotti – Autotono
Partitura grafica e gestuale, Autotono appartiene all’universo creativo di Bussotti, maestro della scrittura come oggetto estetico e figura chiave dell’avanguardia italiana. Le sue notazioni, prossime al disegno e al gesto coreografico, trasformano l’esecuzione in performance: la pagina guida, non impone; l’interprete diventa co-autore.
Luigi Esposito – Trait d’union
Composta secondo i principi della pittografia musicale, Trait d’union è una soglia in cui suono, gesto e spazio performativo si incontrano. Le quattro sezioni – Avant-Gard, Esordio in scena, Public Space, Passo finale – costruiscono un percorso rituale.
La sezione Public Space rappresenta il cuore dell’opera: una pagina aperta in cui ogni elemento, anche accidentale, entra nel flusso vivo della performance, trasformandosi in relazione.
Una serata tra ascolto, visione e gesto
L’appuntamento del 15 dicembre offre un raro viaggio nella musica come atto visivo e performativo. Un’esperienza che invita il pubblico a entrare nei segni, a seguire percorsi sonori non prestabiliti, a scoprire una dimensione in cui la partitura non è mai conclusa, ma continuamente in divenire.

