La mappa culturale della Capitale si espande con l’inaugurazione di “Officina Pigneto”, un laboratorio permanente dedicato al dialogo e alla produzione intellettuale. Il progetto, che prenderà il via ufficialmente domani, giovedì 2 aprile 2026, nasce dalla collaborazione tra lo scrittore Nicola Lagioia e la curatrice Anna Voltaggio, con il sostegno dell’assessorato alla Cultura di Roma Capitale.

L’iniziativa si propone di trasformare il quartiere Pigneto in un “presidio culturale mobile”, dove scrittori, scienziati e artisti possano confrontarsi con il pubblico.

Gli appuntamenti si terranno ogni giovedì pomeriggio, alternandosi tra due spazi simbolo del quartiere: il Nuovo Cinema Aquila e la Biblioteca Goffredo Mameli.

L’obiettivo dichiarato dai curatori è quello di trascendere la semplice rassegna di eventi per creare uno spazio di riflessione collettiva che generi valore sociale e civico.

La programmazione di Officina Pigneto sarà strutturata per cicli trimestrali, ognuno guidato da un filo conduttore specifico. Il primo trimestre è dedicato al tema “Sognare forte”, un invito a utilizzare la letteratura e il pensiero critico come strumenti per immaginare il futuro.

Il calendario prevede una varietà di formati:

  • Lectio magistralis e interviste con autori nazionali e internazionali;
  • Dialoghi aperti tra esponenti di diverse discipline (arte, scienza, giornalismo);
  • Laboratori e workshop volti a stimolare la partecipazione attiva dei cittadini;
  • Gruppi di lettura e collaborazioni con le librerie del territorio e i principali festival letterari.

Secondo quanto dichiarato dall’assessore Massimiliano Smeriglio, l’ambizione del progetto è che questo modello di “officina delle idee” possa svilupparsi e replicarsi anche in altri quartieri della città, favorendo un accesso alla cultura sempre più capillare e condiviso.

Nicola Lagioia ha sottolineato come il Pigneto rappresenti il punto di partenza ideale per un esperimento che intende far incrociare le molte anime della produzione culturale contemporanea, rendendole patrimonio comune.

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