Il 16 e 17 aprile l’appuntamento promosso dalla Compagnia Petra tra il Museo Archeologico e la Casa Circondariale. Un dialogo tra giustizia e arte per raccontare il valore del palcoscenico in carcere.

Il confine tra “dentro” e “fuori” si fa sottile grazie alla potenza dei linguaggi performativi. Nell’ambito del progetto triennale “IN_OUT. Libertà Aumentata”, la Compagnia Teatrale Petra organizza una due giorni di riflessione e pratica dedicata al teatro come strumento di trasformazione sociale. Giovedì 16 aprile 2026, alle ore 19:30, il Museo Archeologico Provinciale di Potenza ospiterà un incontro pubblico per approfondire come la scena possa diventare un luogo di inclusione e relazione, anche nei contesti più complessi.

L’incontro si propone di ridefinire il concetto di spazio scenico, portando la cultura laddove solitamente mancano spazi di espressione libera, come gli istituti penitenziari. Introdotta da Antonella Iallorenzi, direttrice artistica di Petra, la serata vedrà il confronto tra voci autorevoli del mondo giuridico e culturale, tra cui la Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Potenza, Paola Stella, il co-direttore del Festival Città delle 100 Scale, Francesco Scaringi, e la dramaturg Eliana Rotella.

Il progetto passerà dalla teoria alla pratica venerdì 17 aprile, spostandosi all’interno della Casa Circondariale di Potenza. In questa occasione, il laboratorio annuale rivolto ai detenuti aprirà eccezionalmente le porte a 54 operatrici e operatori teatrali provenienti da 10 regioni italiane. Si tratta dell’atto conclusivo di un percorso di formazione nazionale che unisce teoria e lavoro sul campo, finalizzato anche alla selezione di un tirocinante che proseguirà l’attività all’interno delle carceri di Potenza e Matera.

“IN_OUT” dimostra come il teatro e la danza contemporanea non siano solo intrattenimento, ma strumenti di ascolto reciproco capaci di generare “libertà aumentata”. Attraverso la costruzione di spazi di condivisione tra detenuti e operatori esterni, il progetto mira a rompere l’isolamento degli istituti penitenziari, trasformandoli in luoghi di crescita condivisa e di cittadinanza attiva.

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