L’ultimo aggiornamento introduce la funzione “Computer Use”: l’IA agisce sul desktop con cursori indipendenti senza bloccare l’utente. Verso una “super app” unificata.

Non più solo un chatbot, ma un vero e proprio “copilota” capace di prendere il comando del sistema operativo. OpenAI ha rilasciato un aggiornamento rivoluzionario per l’app desktop Codex su Mac e Windows, introducendo la funzionalità “Computer Use”. L’intelligenza artificiale non si limita più a suggerire codice o testi, ma può ora vedere lo schermo, muovere il cursore, cliccare icone e digitare all’interno di qualsiasi applicazione, proprio come farebbe un essere umano.

L’annuncio segna un passo decisivo verso la creazione della tanto vociferata “super app” di OpenAI, un ecosistema unico che presto integrerà ChatGPT, il browser Atlas e gli strumenti di sviluppo di Codex in un’unica interfaccia conversazionale.

Le novità: “Mouse multipli” e multitasking invisibile

La vera innovazione tecnologica risiede nel modo in cui l’IA interagisce con l’hardware. A differenza dei software di automazione tradizionale, Codex opera in background senza “sequestrare” il computer:

  • Cursori indipendenti: L’utente può continuare a usare il proprio mouse mentre l’IA muove i suoi “puntatori personali” (caratterizzati da un design fluido e colorato) per eseguire compiti ripetitivi o complessi in altre finestre.
  • Memoria e contestualizzazione: Il sistema impara dalle azioni precedenti e ricorda le preferenze dell’utente, rendendo i flussi di lavoro sempre più fluidi e personalizzati.
  • Browser integrato: Codex ora dispone di un browser interno che permette all’agente IA di navigare, raccogliere dati e interagire con le pagine web senza dover saltare da un programma all’altro.

Oltre il coding: una sfida a Claude e Google

Sebbene nasca per gli sviluppatori (con oltre 3 milioni di utenti settimanali), l’aggiornamento punta chiaramente al mercato consumer e aziendale. Con questa mossa, Sam Altman sfida direttamente Anthropic (con il suo Claude Code) e Google, posizionando Codex come una piattaforma di automazione universale capace di gestire tutto: dall’organizzazione dei file alla compilazione di report multi-app.

“Vogliamo che Codex possa fare quasi tutto,” spiegano i designer di OpenAI. “Dall’iterazione del frontend al testing delle app, fino a quei flussi di lavoro che non hanno API e richiedono un intervento umano sul desktop.”

Disponibilità e limitazioni

Al momento, la funzione di controllo del computer è in fase di distribuzione prioritaria su macOS, con l’arrivo su Windows e per gli utenti dell’Unione Europea previsto nelle prossime settimane, una volta completati gli adeguamenti alle normative locali sulla privacy e la sicurezza.

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