Ieri, piazza San Pietro ha accolto circa 26 mila persone per l’Angelus di Santo Stefano celebrato da Papa Leone, che ha così chiuso ufficialmente il Giubileo della Speranza. Un evento storico: era dal 1994 che un Pontefice non celebrava sia la messa della Vigilia che quella del giorno di Natale nello stesso luogo, facendo risuonare parole di speranza e di pace in dieci lingue dalla loggia delle benedizioni.

Il Papa ha esortato i fedeli a seguire l’esempio di Santo Stefano, primo martire, ricordando come il suo coraggio e la sua mitezza siano un modello per affrontare le sofferenze e le persecuzioni. “Invocando la sua intercessione – ha affermato Leone – chiediamo forza per la nostra fede e sostegno per le comunità che soffrono maggiormente per la loro testimonianza cristiana”.

Il pontefice ha sottolineato l’importanza della mitezza, del coraggio e del perdono nel promuovere il dialogo e la riconciliazione nelle situazioni di conflitto: “Chi sceglie la via disarmata di Gesù e dei martiri spesso viene ridicolizzato o escluso dal dibattito pubblico, ma il cristiano non ha nemici: ha fratelli e sorelle, che rimangono tali anche quando non ci si comprende”.

Con il suo messaggio di speranza e di pace, Papa Leone ha invitato a sostenere i cristiani perseguitati, a mantenere la fede viva e a coltivare la fraternità universale. La giornata di ieri ha rappresentato un momento di raccoglimento e riflessione, sottolineando come la gioia e la speranza possano emergere anche in tempi di incertezza e difficoltà.

Iscriviti alla newsletter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *