La Legge di Bilancio 2026 introduce una serie di misure che avranno effetti diretti sulle retribuzioni dei lavoratori italiani. Tra le principali novità, il secondo scaglione dell’Irpef passerà dal 35% al 33% per chi percepisce redditi fino a 200 mila euro, con un beneficio massimo di circa 440 euro per chi guadagna 50 mila euro.
Ma non è l’unica misura prevista. Dal prossimo anno, infatti, anche gli aumenti derivanti da rinnovi contrattuali saranno soggetti a un’imposta sostitutiva ridotta del 5% per i dipendenti del settore privato con redditi fino a 33 mila euro. Questo intervento si applica retroattivamente agli incrementi contrattuali erogati a partire dal 1° gennaio 2024.
Premi di produttività e partecipazione agli utili
I premi di produttività e le somme legate alla partecipazione agli utili aziendali saranno tassati solo all’1%, fino a un massimo di 5 mila euro. La misura, finanziata con un fondo da 200 milioni di euro, è stata estesa anche alla detassazione dei bonus di partecipazione già esistenti, su richiesta della Cisl. Il finanziamento triennale punta a incentivare il coinvolgimento dei lavoratori nei risultati aziendali.
Straordinari, lavoro notturno e festivi
Il 2026 porterà anche agevolazioni per le maggiorazioni legate al lavoro notturno e festivo. Per i dipendenti con reddito fino a 40 mila euro, le indennità di turno, festivi e straordinari saranno tassate al 15%, riducendo così il carico fiscale su queste componenti dello stipendio.
Iter legislativo e mercato del lavoro
La manovra, approvata dal Senato il 23 dicembre con 110 voti favorevoli, prevede una spesa complessiva di 22 miliardi e attende ora l’ok definitivo della Camera. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha sottolineato come la legge abbia affrontato questioni complesse, bilanciando interventi fiscali e norme costituzionali.
Parallelamente, i dati sul mercato del lavoro nel 2025 evidenziano segnali positivi: tra gennaio e settembre sono stati attivati oltre 6,16 milioni di contratti, con un saldo positivo di oltre 621 mila posti rispetto alle cessazioni. Il saldo per i contratti a tempo indeterminato ha raggiunto quasi 298 mila unità. Nonostante un leggero calo delle assunzioni complessive rispetto al 2024 (-1,8%), alcune tipologie di contratto stagionale e intermittente registrano una crescita significativa (+1% e +4,6%). L’incidenza del part-time rimane stabile, intorno al 38% per i contratti a termine e al 32% per quelli a tempo indeterminato.
Con queste misure, la Legge di Bilancio 2026 punta a rendere più leggera la pressione fiscale sui lavoratori e a incentivare il mondo del lavoro, introducendo strumenti concreti per incrementare il potere d’acquisto e premiare l’impegno produttivo.

