Papa Leone XIV ha concluso la sua intensa visita in Libano con un appello accorato alla pace e alla riconciliazione in un Paese che continua a fare i conti con instabilità politica, ferite sociali e conseguenze di drammatici eventi recenti. Il Pontefice è ripartito da Beirut a bordo di un velivolo Ita Airways diretto a Roma, dopo la cerimonia di congedo all’aeroporto internazionale, dove è stato accolto dal presidente libanese Joseph Aoun e dalle delegazioni istituzionali.

La giornata finale si è aperta con un momento di forte intensità simbolica: la preghiera silenziosa sul luogo dell’esplosione del 4 agosto 2020, una delle più devastanti non nucleari della storia moderna. Davanti al memoriale che ricorda le oltre 200 vittime, Papa Leone ha parlato di una ferita “che ancora sanguina”, portando nel cuore — ha detto — “il dolore e la sete di verità e giustizia di un intero popolo”. Qui ha incontrato familiari delle vittime e alcuni sopravvissuti, accompagnato dalle autorità locali.

Subito dopo, il Pontefice ha fatto visita all’ospedale de la Croix, una delle più grandi strutture del Medio Oriente dedicate ai disabili mentali, a chi soffre di dipendenze e a pazienti psichiatrici. Rivolgendosi agli operatori e agli ospiti dell’istituto, ha ricordato che “non possiamo dimenticare i più fragili” e che il grido dei poveri “continua a interpellare la coscienza dell’umanità”.

L’ultimo grande evento pubblico della missione è stata la messa celebrata al Beirut Waterfront davanti a circa 150 mila fedeli. Nell’omelia e nel messaggio finale, Papa Leone ha pronunciato parole nette: “Rifiutiamo la mentalità della vendetta. È tempo di un capitolo nuovo, nel nome della pace”. Ha invocato un impegno più deciso della comunità internazionale, affinché sostenga un processo di dialogo e stabilizzazione che il Paese attende da anni. Ha esteso poi la sua preghiera a tutto il Medio Oriente, alle vittime delle guerre in corso, ai conflitti politici in Guinea-Bissau e agli incendi che hanno colpito Hong Kong.

Al momento della partenza dall’aeroporto di Beirut, il Papa ha pronunciato l’ultimo saluto, ricordando come la visita al porto distrutto lo abbia “toccato nel profondo”. Davanti alla Guardia d’Onore e alle delegazioni istituzionali, ha ribadito la necessità di “cambiare cammino”, scegliendo la strada della fraternità e del bene comune.

L’arrivo a Roma è previsto per il pomeriggio. Con la conclusione di questo viaggio, Papa Leone XIV lascia un Libano provato ma ancora speranzoso, rafforzato da parole che richiamano responsabilità, giustizia e soprattutto un futuro di pace possibile.

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