In una Pasqua segnata dalle incertezze geopolitiche e dai primi segnali di austerity, l’Italia risponde con la bellezza. Musei e palazzi storici restano aperti, offrendo ai cittadini e ai turisti (molti dei quali hanno scelto mete di prossimità proprio per evitare i rincari dei voli) un rifugio intellettuale di altissimo profilo.
Dalle linee geometriche del Novecento ai capolavori del Rinascimento, il palinsesto espositivo di aprile 2026 è tra i più ricchi degli ultimi anni.
Ai Musei San Domenico di Forlì, la grande protagonista è l’Art Déco. La mostra indaga quel gusto internazionale che, tra le due guerre, ha rivoluzionato non solo le arti visive, ma anche l’architettura, la moda e il design.
- Perché andare: Un’occasione per riscoprire quell’eleganza moderna e sofisticata che ha segnato un’epoca di grandi cambiamenti sociali, con opere che spaziano dai vetri di Murano ai manifesti pubblicitari d’autore.
Vercelli: la riscoperta del Sodoma
Spostandosi in Piemonte, lo spazio espositivo Arca di Vercelli ospita un’importante monografica dedicata a Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma.
Non mancano gli appuntamenti nelle grandi capitali della cultura, nonostante le difficoltà logistiche segnalate negli scali del Nord:
- Roma: Alle Scuderie del Quirinale e a Palazzo Bonaparte proseguono le grandi rassegne dedicate all’Ottocento europeo e all’impressionismo, con un afflusso costante di visitatori che hanno scelto di rimanere entro i confini nazionali.
- Venezia: Tra le calli, oltre alla consueta offerta delle Gallerie dell’Accademia, la collezione Peggy Guggenheim resta il polo d’attrazione principale per chi cerca il dialogo tra il moderno e la laguna.
- Milano: A Palazzo Reale, il calendario della Design Week (che inizierà tra due settimane) è già anticipato da mostre che celebrano il rapporto tra arte e tecnologia, un tema quanto mai attuale nel dibattito odierno.
Secondo i primi dati della giornata, il calo dei voli a lungo raggio è stato parzialmente compensato da un forte aumento dei visitatori nelle città d’arte raggiungibili in treno. La scelta di molti italiani di “restare in regione” o di visitare i capoluoghi vicini sta premiando i musei di provincia, confermando che l’arte è considerata un bene di prima necessità, anche in tempi di crisi energetica.
“L’arte ha sempre raccontato i passaggi difficili della storia,” commentano gli esperti. “Visitare una mostra oggi non è solo svago, ma un modo per ritrovare quel senso di identità e continuità che le cronache di guerra sembrano minacciare.”

