L’autrice originaria di Susa si aggiudica il primo premio assoluto con “Non chiudete le porte con gli stracci. Viaggio letterario nella pietà”, elaborato che unisce riflessione culturale, letteratura e attualità.

Si è conclusa l’edizione 2026 del Premio Inedito – Colline di Torino, concorso letterario dedicato alla scoperta e alla valorizzazione di nuove voci della scrittura contemporanea. Tra i protagonisti di quest’anno spicca Eleonora Bertone, originaria di Susa, in provincia di Torino, vincitrice del primo premio assoluto nella sezione Saggistica.

L’autrice ha conquistato la giuria con l’opera “Non chiudete le porte con gli stracci. Viaggio letterario nella pietà”, un elaborato che propone una riflessione profonda e accurata su un tema antico e, al tempo stesso, fortemente attuale: la pietà.

Il primo premio prevede un contributo di 700 euro, destinato alla pubblicazione e alla promozione editoriale dell’opera. Un riconoscimento che rappresenta non solo un traguardo personale per l’autrice, ma anche una concreta opportunità di ingresso nel panorama letterario nazionale.

“Non chiudete le porte con gli stracci” si presenta come un viaggio letterario ed esistenziale attorno al concetto di pietà, esplorato attraverso le sue diverse sfumature nella letteratura. Con un linguaggio colto ma accessibile, Eleonora Bertone accompagna il lettore in un percorso che intreccia analisi, sensibilità e interrogativi etici, offrendo una bussola culturale per leggere il presente.

Il successo dell’autrice valsusina conferma il valore di un premio che, negli anni, si è affermato come uno dei più autorevoli in Italia per testi inediti. Il Premio Inedito – Colline di Torino, organizzato dall’Associazione Il Camaleonte, si distingue infatti per la capacità di intercettare opere nuove e di offrire ai vincitori strumenti concreti di crescita, attraverso la pubblicazione con editori qualificati e la promozione nei principali saloni del libro.

La vittoria di Eleonora Bertone nella sezione Saggistica restituisce così centralità a una forma di scrittura capace di unire pensiero, ricerca e profondità umana. Un riconoscimento che premia un’elaborazione originale e significativa, ma anche la forza di un tema, quello della pietà, che continua a interrogare la società contemporanea e il nostro modo di guardare all’altro.

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