Fino al 12 luglio “Le stanze dei sogni dimenticati” mette in dialogo i frammenti conservati nei depositi museali con gli scatti d’archivio del fotografo, mentre tornano visitabili il Ninfeo dell’Ammannati, la loggia e il giardino interno.

Nuova vita ai reperti custoditi nei depositi del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. A Roma arriva la mostra fotografica “Le stanze dei sogni dimenticati”, progetto dedicato al rapporto tra i frammenti etruschi mai esposti e lo sguardo di Piero Gemelli, architetto e fotografo di fama internazionale, noto anche per il suo lavoro nel mondo della moda.
L’installazione, visitabile fino al 12 luglio 2026, si sviluppa in due sale del museo attraverso tavole fotografiche che mettono in relazione alcuni reperti selezionati nei depositi con immagini tratte dall’archivio personale di Gemelli. Il risultato è un dialogo visivo tra antico e contemporaneo, in cui frammenti, volti, corpi e dettagli tornano a raccontare una storia nuova.
L’obiettivo della mostra è restituire attenzione e presenza a oggetti rimasti a lungo lontani dal percorso espositivo, conservati tra scaffali, casse e carta velina. Teste votive, frammenti in terracotta, oggetti rituali, vasi incompleti e figure diverse diventano così materia viva di un racconto fotografico che prova a rigenerare il passato attraverso il linguaggio dell’immagine.
La direttrice del Museo Etrusco di Villa Giulia, Luana Toniolo, ha spiegato che Gemelli ha potuto visionare migliaia di reperti conservati negli archivi, scegliendone alcuni liberamente per costruire un progetto capace di fondere passato e presente. Le sale scelte per l’allestimento si affacciano sul Ninfeo dell’Ammannati, appena restaurato insieme alla loggia e al giardino interno, ora nuovamente visitabili nella loro interezza.
Per Piero Gemelli, la selezione non nasce da un criterio scientifico o storico, ma da una lettura personale e poetica. I reperti vengono trasferiti nel suo linguaggio fotografico, assumendo una nuova identità. L’artista invita il pubblico a interpretare liberamente le connessioni tra le immagini antiche e quelle contemporanee, in un percorso in cui ogni frammento sembra ritrovare un volto, un corpo, una presenza.
Tra gli accostamenti proposti, una testa votiva del V secolo a.C. viene riletta attraverso uno scatto pubblicitario realizzato per un celebre profumo francese e pubblicato su Vogue negli anni Novanta. Alcuni frammenti in terracotta, ricomposti a formare due teste femminili affiancate, dialogano invece con una fotografia per Vogue del 1988 intitolata “Amiche”. Ancora, i dettagli di un manico di coperchio raffigurante Dioniso con due satiri del IV secolo a.C. trovano una corrispondenza nello scatto “Danzanti”, realizzato nel 1997.
La mostra, curata da Maria Vittoria Baravelli, sottolinea il valore dei progetti contemporanei all’interno dei musei: strumenti capaci di far rivivere il passato e restituire ai cittadini un patrimonio comune, trasformando gli spazi culturali in luoghi di esperienza e partecipazione.
“Le stanze dei sogni dimenticati” è una produzione di Boken Project in collaborazione con Architetto Vision, con allestimento affidato a Verso Creative Studio.
Con questa iniziativa, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia propone un percorso che non si limita a esporre reperti, ma li rimette in movimento attraverso lo sguardo dell’arte contemporanea. Frammenti rimasti a lungo invisibili tornano così a parlare al presente, mentre il restauro del Ninfeo, della loggia e del giardino interno restituisce al pubblico una parte preziosa del museo e della sua storia.
