L’Associazione Nazionale degli Amministratori di Immobili (Anammi) esprime forti preoccupazioni in merito al disegno di legge di riforma del condominio presentato dalla senatrice Elisabetta Gardini (FdI), attualmente all’esame del Senato. Secondo l’Anammi, il progetto, pur puntando a migliorare la gestione condominiale, rischia di gravare ulteriormente sull’attività degli amministratori e di comportare un aumento significativo dei costi per i cittadini.
Il punto più criticato riguarda l’introduzione di due nuove figure professionali: l’amministratore di condominio e il revisore condominiale. Giuseppe Bica, presidente dell’Anammi, sottolinea che questa duplicazione dei ruoli non farà che incrementare le spese per i condòmini, in un periodo già segnato da un aumento della morosità pari almeno al 20%. L’obbligo di revisione dei bilanci, infatti, comporterebbe un costo aggiuntivo che verrebbe inevitabilmente trasferito ai cittadini e agli stessi professionisti, che si troverebbero a dover sostenere spese maggiori.
Oltre alla questione economica, l’Anammi solleva preoccupazioni riguardo alla possibile sovrapposizione delle competenze tra amministratori e revisori, che potrebbe generare inefficienze e confusione nella gestione degli edifici. Inoltre, l’introduzione di un obbligo di laurea per gli amministratori, una novità introdotta nel disegno di legge, potrebbe far lievitare ulteriormente i compensi professionali, creando disparità tra i professionisti laureati e quelli non laureati, che già potrebbero trovarsi in minoranza.
Infine, l’associazione mette in evidenza le implicazioni per le professioni dei geometri e dei ragionieri, che da sempre trovano nel condominio uno degli sbocchi principali per la loro attività, grazie alla specifica formazione acquisita nel corso dei loro studi. L’obbligo di laurea per gli amministratori solleva interrogativi su come queste categorie professionali possano conciliare la loro formazione con le nuove disposizioni.
In sintesi, l’Anammi invita il legislatore a riconsiderare alcune delle misure contenute nel ddl, affinché la riforma non si trasformi in un peso per i professionisti del settore e per i condòmini stessi.

