Un tesoro restituito alla città nella sua veste più autentica. A vent’anni dall’ultimo restauro e a sei dall’incredibile ritrovamento del Ritratto di Signora di Gustav Klimt, la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza annuncia la sua riapertura ufficiale per il prossimo 28 aprile 2026. L’intervento ha interessato gli oltre mille metri quadrati del polo museale, rinnovando completamente l’allestimento delle 22 sale espositive per restituire loro l’eleganza sobria e la luce concepite dal progetto originario del 1931.

Il restyling non è stato solo estetico, ma un vero e proprio atto di filologia architettonica. Sotto la supervisione della Soprintendenza, i lavori hanno mirato a ripristinare il dialogo tra gli spazi e la prestigiosa collezione di Giuseppe Ricci Oddi, il mecenate che trasformò la propria raccolta privata in un bene pubblico. L’obiettivo era far sì che l’architettura di Giulio Ulisse Arata tornasse a essere, come previsto quasi un secolo fa, il “guscio” perfetto per esaltare le opere d’arte moderna custodite al suo interno.

Un aspetto cruciale di questo rinnovamento è stato il sostegno della collettività. Il presidente della Fondazione, Massimo Toscani, ha sottolineato come i fondi per i lavori siano arrivati grazie a una straordinaria risposta di privati e aziende locali. Un “mecenatismo diffuso” che dimostra quanto la Galleria sia percepita dai piacentini come un patrimonio d’identità comune. Per la direttrice Lucia Pini, il risultato è un museo capace di comunicare “cura, attenzione e bellezza”, pronto ad accogliere il pubblico internazionale in ambienti finalmente all’altezza della collezione.

La riapertura del 28 aprile segna dunque una nuova era per la Ricci Oddi, che si propone come punto di riferimento nazionale non solo per la presenza del celebre capolavoro di Klimt, ma per l’armonia ritrovata tra storia collezionistica e architettura d’avanguardia.

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