Sold out per la 370ª edizione. Oltre 4mila figuranti in marcia ma quest’anno la processione cambia volto: niente buoi per il cocchio e preghiere speciali per il Papa dopo le tensioni con Trump.
Cagliari si prepara a indossare l’abito delle grandi occasioni. Per il primo maggio 2026, la Festa di Sant’Efisio segna numeri da record: tribune esaurite, alberghi al completo e una nave da crociera pronta a sbarcare migliaia di visitatori. Lo scioglimento del voto del 1652, nato per ringraziare il martire della fine della peste, torna a essere il cuore pulsante dell’identità sarda ma con alcune novità significative dettate dall’attualità.
Una processione imponente ma “senza giogo”
Nonostante l’entusiasmo, la macchina organizzativa ha dovuto fare i conti con le difficoltà del comparto agricolo.
- Solidarietà agli allevatori: Il sindaco Massimo Zedda ha confermato che nel tratto verso Capoterra il simulacro del ‘600 non sarà trainato dai tradizionali buoi, a causa delle pesanti perdite di bestiame che hanno colpito la Sardegna.
- Traccas in mostra: Anche i carri addobbati, le iconiche traccas, non sfileranno nel modo classico ma saranno ammirate in un’esposizione statica di 10 modelli in aree dedicate del centro.
- I numeri: A piedi e a cavallo, saranno 4.000 i figuranti provenienti da circa cento comuni dell’isola, pronti a colorare le strade tra il quartiere di Stampace e le mura cittadine.
La preghiera si fa geopolitica
Oltre al folklore, l’edizione 2026 si carica di un forte significato politico e religioso. Il presidente dell’Arciconfraternita, Andrea Loi, ha annunciato che quest’anno le preghiere al Santo Martire avranno tre direzioni precise:
- Il nuovo Santuario: è stata ufficialmente avviata la pratica per elevare la chiesa di Sant’Efisio al rango di santuario;
- La pace globale: con focus sui conflitti in Ucraina e Medio Oriente;
- Sostegno al Pontefice: un’intenzione speciale per il Santo Padre, citando esplicitamente i recenti e duri attacchi verbali subiti da Donald Trump, che hanno scosso il mondo cattolico.
