Una rottura diplomatica e istituzionale senza precedenti scuote i rapporti tra Stati Uniti e Santa Sede. In un durissimo post pubblicato sulla piattaforma Truth mentre si trovava a bordo dell’Air Force One, il presidente Donald Trump ha lanciato un affondo frontale contro Papa Leone XIV (al secolo Louis Prevost), definendolo “debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera”.

L’attacco giunge in un momento di forte tensione internazionale, seguendo la condanna del conflitto espressa dal Pontefice durante una veglia in San Pietro, avvenuta in concomitanza con il fallimento dei colloqui di pace tra USA e Iran in Pakistan.

Le accuse di Trump: “Senza di me non sarebbe Papa”

Donald Trump ha rivendicato un ruolo decisivo nell’elezione di Prevost, sostenendo che la Chiesa lo abbia scelto solo per gestire il rapporto con la sua amministrazione: “Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”. Tra i punti di attrito sollevati dal Tycoon figurano:

  • Politica Estera: Trump ha criticato il Papa per non aver appoggiato l’attacco americano al Venezuela e per la presunta accettazione dell’arma nucleare iraniana.
  • Gestione Covid: Il presidente ha accusato il clero di aver subito passivamente le restrizioni durante la pandemia, a differenza del fratello del Papa, Louis, definito “totalmente Maga”.
  • Posizionamento Politico: Trump ha esortato il Pontefice a “smettere di assecondare la sinistra radicale” e a evitare incontri con esponenti vicini a Obama.

La replica del Papa: “Non ho paura”

La risposta di Leone XIV è arrivata tempestivamente durante il volo verso l’Algeria. Il Pontefice ha respinto ogni logica di dibattito politico: “Io non ho paura dell’amministrazione Trump”, aggiungendo di non voler entrare in polemica poiché il suo ruolo non è quello di un politico, ma di un pastore che parla del Vangelo.

“Dio desidera per ogni nazione la pace: una pace che non è solo assenza di conflitto, ma espressione di giustizia e di dignità. Il futuro appartiene agli uomini e alle donne di pace e la violenza non avrà mai l’ultima parola.”

Reazioni internazionali e sostegno della Chiesa

L’attacco ha sollevato un’ondata di sdegno e solidarietà:

  • Conferenza Episcopale USA: L’arcivescovo Paul S. Coakley si è detto “affranto” per le parole denigratorie di Trump, ricordando che il Papa non è un rivale politico.
  • CEI (Italia): La Presidenza dei vescovi italiani ha espresso rammarico, sottolineando che il Papa è il successore di Pietro e non una controparte politica.
  • Iran: Il presidente Masoud Pezeshkian ha condannato l’insulto al Papa definendolo un’offesa a Gesù, “profeta di pace”.
  • Politica Italiana: Anche in Italia il dibattito si è acceso, con reazioni che vanno dal sostegno di Tajani e Schlein alle critiche di Salvini sulla scarsa utilità di un simile attacco.

Iscriviti alla newsletter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *