È stato diffuso nelle ultime ore un nuovo spot di sensibilizzazione promosso dalla Fondazione Giulia Cecchettin ETS con l’obiettivo di affrontare le radici culturali della violenza di genere. Il messaggio centrale è chiaro e provocatorio:
“La violenza non nasce all’improvviso. Si insinua nella nostra cultura. Se non cambiamo, cambieranno solo i nomi delle vittime”.
Lo spot – realizzato da Cookies Agency, prodotto da Grøenlandia e diretto da Simone Godano – punta l’obiettivo non sui gesti estremi, ma sugli atteggiamenti quotidiani che frequentemente vengono minimizzati, giustificati o banalizzati, contribuendo all’escalation della violenza.
Una tavolata come metafora di un problema culturale
La scena del video è semplice e familiare: un gruppo di amici maschi riuniti in una trattoria, che tra risate e commenti apparentemente innocui pronunciano frasi come “era solo una battuta”, “era solo gelosia” o “era solo una foto”. L’apparente normalità si incrina lentamente rivelando un linguaggio che, pur non essendo violento di per sé, contribuisce a creare un clima in cui la violenza può germogliare e restare inosservata.
Quando le compagne rientrano al tavolo, gli stessi comportamenti vengono accolti con gesti affettuosi, un abbraccio o un invito a prendere un dolce, rendendo ancora più evidente quanto sia facile “normalizzare” atteggiamenti tossici se non vengono messi in discussione.
Un appello diretto agli uomini
Il messaggio è rivolto in particolare agli uomini, affinché diventino parte attiva nella soluzione, assumendosi la responsabilità di riconoscere e contrastare i segnali di controllo e abuso prima che degenerino: imparare il valore del consenso, dei confini e intervenire tra pari per fermare comportamenti sbagliati.
La campagna comprende anche uno spot radio, con la voce del doppiatore Francesco Pannofino, pensato per raggiungere un pubblico più ampio e contribuire alla diffusione del messaggio educativo.
Il lavoro della Fondazione Cecchettin
La Fondazione Giulia Cecchettin è nata per trasformare il dolore della tragica perdita di Giulia Cecchettin, vittima di femminicidio nel novembre 2023, in un impegno concreto contro la violenza di genere. Attraverso iniziative come lo spot, campagne di consapevolezza e percorsi educativi, la Fondazione si propone di lavorare alla radice del problema: la cultura che normalizza atteggiamenti di controllo, gelosia o prevaricazione, viste troppo spesso come “normali” o innocue.
Il messaggio promosso dalla Fondazione è forte: per prevenire la violenza di genere non basta intervenire dopo gli atti più gravi, ma è necessario cambiare il modo in cui tutti – uomini e donne – comprendono e reagiscono ai segnali precursori della violenza, affinché non si ripetano nuove tragedie.

