“Sempre disponibile”, “mi capisce, mi tratta bene” e “non mi giudica”: è così che gli adolescenti descrivono il loro rapporto quotidiano con l’Intelligenza Artificiale, uno strumento che per molti rappresenta una vera e propria comfort zone. È quanto emerge dalla XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio in Italia, intitolata Senza filtri, diffusa oggi da Save the Children, a pochi giorni dalla Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
Secondo il rapporto, il 41,8% dei ragazzi e delle ragazze tra i 15 e i 19 anni si rivolge a strumenti di IA per chiedere aiuto nei momenti di tristezza, solitudine o ansia. Una percentuale simile, oltre il 42%, li consulta per consigli su scelte importanti come relazioni, studio o lavoro. L’uso della tecnologia è ormai massiccio: il 92,5% degli adolescenti utilizza strumenti di IA, contro il 46,7% degli adulti, con quasi un terzo che li impiega quotidianamente.
Il sondaggio evidenzia anche il ruolo di conforto emotivo della IA: il 58,1% ha chiesto consigli su questioni importanti, il 63,5% ha trovato più soddisfacente confrontarsi con uno strumento digitale che con una persona reale, e il 48,4% ha condiviso informazioni della propria vita reale. “Serve ascolto, connettiamoci con i nostri figli, anche attraverso i social”, ha commentato Lazzari, sottolineando l’importanza di dialogare con gli adolescenti nelle loro nuove dimensioni digitali.
La vita onlife dei nativi digitali
L’Atlante fotografa una generazione che vive in modalità “onlife”, dove il mondo fisico e quello digitale si mescolano senza barriere. Il 38% dei 15-19enni controlla spesso il cellulare anche in presenza di amici o parenti, il 27% si sente nervoso senza di esso e il 13% mostra segnali di uso problematico di internet. Preoccupanti anche i dati sul cyberbullismo: il 47,1% degli adolescenti dichiara di esserne stato vittima, in aumento rispetto al 31,1% del 2018.
Alcuni comportamenti digitali rivelano rischi per il benessere: il 30% ha praticato ghosting, e il 37% dei 15-19enni visita siti porno per adulti, con una forbice di genere significativa (54,5% ragazzi vs 19,1% ragazze).
Un mondo offline sempre più distante
La dimensione offline presenta segnali di distacco dalle esperienze culturali e fisiche: il 46,2% degli adolescenti non legge libri al di fuori della scuola, circa metà non ha visitato mostre o musei, e il 18,1% non pratica alcuna attività fisica (29,2% nel Mezzogiorno). Solo il 47,6% dei giovani tra i 15 e i 24 anni ha fatto una gita o una vacanza di almeno una notte, contro l’81% dei coetanei spagnoli e il 90% di quelli olandesi.
Nonostante le difficoltà, gli adolescenti conservano forti legami sociali: più dell’80% è soddisfatto del rapporto con gli amici, mentre il 78% dichiara soddisfazione nelle relazioni con i genitori, anche se il 31% segnala gravi problemi con loro.
Benessere psicologico e divari di genere
Il rapporto evidenzia significative differenze di genere: il 60% degli adolescenti è soddisfatto di sé, ma tra i ragazzi la percentuale sale al 71% contro il 50% delle ragazze. Poco più di una ragazza su tre mostra un buon equilibrio psicologico (34%), contro il 66% dei ragazzi. Nel complesso, meno della metà degli adolescenti (49,6%) mostra un buon livello di benessere psicologico.
Raffaella Milano, Direttrice del Polo Ricerche di Save the Children, sottolinea: “L’Atlante fotografa le tante adolescenze vissute in Italia, una generazione segnata dall’emergenza Covid e dall’uso problematico di internet. È fondamentale colmare i divari economici, educativi e sociali e garantire a tutti i ragazzi opportunità di studio, viaggio, sport e sperimentazione”.

