Dal 9 settembre al 3 ottobre oltre 70 spettacoli nella capitale andalusa. Un’edizione monumentale tra prime assolute e ricerca d’avanguardia.

Siviglia si conferma il cuore pulsante del “duende” mondiale. Presentata la ventiquattresima edizione della Biennale del Flamenco, che dal 9 settembre al 3 ottobre 2026 trasformerà la città spagnola in un palcoscenico globale. Un appuntamento che quest’anno assume un valore storico, celebrando un secolo di evoluzione di questa arte, patrimonio immateriale dell’umanità.

Con un programma che spazia dal purismo più rigoroso alle sperimentazioni più audaci, la Biennale si propone come un hub creativo capace di esportare il talento andaluso in tutto il mondo.

I numeri di un’edizione da record

Il cartellone di quest’anno è tra i più ambiziosi di sempre, puntando sulla creazione di nuovi linguaggi:

  • Oltre 70 spettacoli: Una rassegna fitta che coinvolgerà teatri, piazze e monumenti storici di Siviglia.
  • 52 nuove produzioni: Opere nate specificamente per questa edizione, a testimonianza della vitalità del settore.
  • 22 prime assolute: Debutti mondiali che vedranno protagonisti i più grandi nomi del canto, del ballo e della chitarra flamenca.

Tradizione e Avanguardia

La direttrice artistica e i curatori hanno disegnato un percorso che non dimentica le radici, ma abbraccia le contaminazioni:

Il Canto (Cante): L’essenza del flamenco, proposta sia nelle sue forme più ancestrali che in dialoghi moderni con altri generi musicali.

Musica Strumentale: Ampio spazio ai concerti che mettono al centro la chitarra e altri strumenti, esplorando l’identità culturale andalusa.

Il Ballo: Dalle grandi coreografie corali ai solisti d’avanguardia che sfidano i canoni classici.

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