La Sardegna si conferma un museo a cielo aperto. Presentata a Cagliari la 30ª edizione di Monumenti Aperti, la manifestazione che da tre decenni trasforma i cittadini, e in particolare gli studenti, in ciceroni del proprio patrimonio. Dopo il trionfo dell’anteprima nel capoluogo sardo — che ha polverizzato ogni primato con oltre 120.000 visite — il testimone passa ora al resto della regione e a diverse città della penisola.

Il tema di quest’anno, “Radici al futuro”, celebra il traguardo dei trent’anni guardando alle nuove generazioni come custodi dei 600 siti che apriranno le porte al pubblico.

I numeri e i luoghi del 2026

Il calendario, che si svilupperà durante i weekend di maggio e giugno, vede una partecipazione massiccia:

  • 60 Comuni coinvolti: Dai piccoli borghi dell’entroterra alle grandi città costiere, la rete di Monumenti Aperti copre l’intera Sardegna.
  • 600 Siti visitabili: Chiese, siti archeologici, palazzi storici, fari, parchi naturali e aree industriali dismesse, molti dei quali solitamente chiusi al pubblico.
  • Migliaia di volontari: Il cuore pulsante sono gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado che, attraverso percorsi di formazione, accoglieranno i visitatori.

Oltre i confini dell’Isola

Nata nel 1997 a Cagliari, la manifestazione ha ormai consolidato la sua dimensione nazionale. Anche quest’anno, il format verrà replicato in diverse regioni italiane (tra cui Puglia, Emilia-Romagna e Lombardia), confermando la bontà di un modello di valorizzazione culturale che mette al centro la partecipazione dal basso.

Appuntamenti chiave e novità

Per questa edizione speciale del trentennale, sono previsti eventi collaterali come concerti, mostre fotografiche che ripercorrono la storia della manifestazione e itinerari tematici dedicati all’archeologia industriale e ai paesaggi costieri.

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