Dal 6 al 14 giugno la XII edizione del festival che celebra la fotografia cinematografica. In giuria anche Maurizio Di Rienzo e Anselma Dell’Olio.

La città del mosaico si prepara a diventare, ancora una volta, la capitale della luce cinematografica. Dal 6 al 14 giugno torna a Spilimbergo “Le Giornate della Luce”, il festival ideato da Gloria De Antoni e diretto insieme a Donato Guerra, che mette al centro della scena i direttori della fotografia, gli “autori della luce” spesso invisibili ma fondamentali per l’anima di ogni film.

La manifestazione, giunta alla sua dodicesima edizione, trasformerà il pordenonese in un hub culturale fatto di proiezioni, masterclass, mostre e dibattiti, confermandosi un appuntamento unico nel panorama dei festival internazionali.

La giuria 2026: Roberta Torre alla presidenza

A guidare la giuria che assegnerà il prestigioso Quarzo di Spilimbergo – Light Award alla migliore fotografia di un film italiano dell’ultima stagione sarà Roberta Torre, regista visionaria e tra le voci più originali del nostro cinema.

Insieme a lei, un team di esperti d’eccezione valuterà le opere in concorso:

  • Maurizio Di Rienzo: Critico cinematografico e giornalista.
  • Carlos Alfonso Corral: Vincitore del Light Award 2025.
  • Anselma Dell’Olio: Critica, regista e sceneggiatrice.
  • Oreste De Fornari: Critico cinematografico e autore.

Restauro e valorizzazione: la sinergia con il CSC

Si rinnova anche quest’anno la prestigiosa collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia. Sotto la supervisione di Steve Della Casa (Conservatore della Cineteca Nazionale) e il coordinamento di Luca Pallanch, il festival continuerà la sua opera di recupero e valorizzazione del patrimonio filmico italiano, portando all’attenzione del pubblico restauri preziosi che restituiscono alla luce la bellezza originale delle pellicole storiche.

Un festival sostenuto dal territorio

Organizzato dall’associazione culturale Il Circolo, il festival gode del supporto della Regione Friuli Venezia Giulia, della Città di Spilimbergo e della Fondazione Friuli, a dimostrazione di quanto la rassegna sia radicata nel tessuto sociale e culturale della regione.

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